• Articolo , 27 aprile 2009
  • Polesine dentro i parametri energetici Ue entro il 2020

  • La Provincia di Rovigo ha realizzato il primo studio in Italia sul programma energetico stabilito dall’Unione europea nel 2006

E’ stato presentato il piano per lo sviluppo energetico del Polesine che si allinea alle richiesta che la comunità europea ha varato ai diversi stati membri. In programma ci sono la riduzione del 20 per cento dei consumi attraverso l’efficienza energetica; l’incremento fino al 20 per cento di produzione da fonti rinnovabili e riduzione, sempre del 20 per cento, dell’emissione dei gas serra.
Entro il 2020 si entra nei parametri stabiliti dall’Ue – Dal 2004 L’ingegner Ferrari sta lavorando a questo progetto, primo in Italia, che ha tenuto conto di una serie completa di parametri differenziati per tipologia produttiva, riscontrando una riduzione di produzione di energia. Nel 1998 furono prodotti 16.550 GWh di energia elettrica, nel 2006 3.205, quindi la la domanda di energia è passata dai 406.160 tep del 1990 ai 512 del 2006. Tali considerazioni hanno portato l’ingegnere a trarre la conclusione che entro il 2020 i parametri dei consumi di energia corrisponderanno in pieno ai parametri pattuiti con l’Unione Europea. Merito anche dell’ammodernamento dei sistemi di costruzioni che si stanno effettuando in questo periodo, la dispersione termica delle casa è in netta diminuzione come per le attività produttive che hanno ottimizzato i sistemi di produzione
500 pagine di studi e progetti – Il piano completo, circa 500 pagine, trasferito in cd per comuni e associazioni, oltre a contenere raffronti, grafici, e previsioni, traccia una metodologia per arrivare al rispetto dei tre 20% imposti dall’Unione, indirizzo che “la Provincia ha imboccato già dal 2004 – ha osservato il dirigente dell’area Luigi Ferrari – con l’utilizzo di materiali a basso consumo negli uffici ed il ricorso al fotovoltaico e pannelli solari”.
Ferrari all’Economist a Roma -L’ingegner Ferrari è stato anche chiamato a relazionare lo studio svolto presso il convegno nazionale dell’Economist tenuto a Roma lo scorso 21 e 22 aprile per relazionare quanto studiato e scoperto in cinque anni di approfondite analisi ambientali e territoriali.