• Articolo , 11 dicembre 2008
  • Polo delle nuove tecnologie, faccia di Roma un modello

  • Proposto dal Vice Presidente della Commissione Ambiente per uno sviluppo sostenibile che sappia rispondere alle esigenze ambientali ed energetiche del Comune di Roma

Il Vice Presidente della Commissione Ambiente del PD, Athos De Luca, ha proposto di inserire nel Piano di Programmazione Finanziaria 2009-2011 per il Comune di Roma un grande polo delle nuove tecnologie per uno sviluppo sostenibile, per rispondere alle esigenze ambientali ed energetiche, puntando inoltre sulla collaborazione di importanti risorse scientifiche e imprenditoriali presenti sul territorio quali AMA, ACEA, ENEA, CNR e le diverse Università. Il polo rappresenterebbe un’opportunità per fronteggiare la crisi economica e per assicurare alla capitale una crescita reale, sostanziale e di qualità, e contemporaneamente garantendo un nuovo sviluppo e un incremento dell’occupazione. Il territorio capitolino offre infatti ottimi spunti quanto alla fase di ricerca, della produzione e dell’applicazione su vasta scala delle nuove tecnologie, facendosi carico della grande sfida dello sviluppo sostenibile, e del contenimento delle emergenze ambientali ed energetiche che caratterizzano il nostro presente e futuro. Il raggiungimento dell’obiettivo, per una realtà come Roma dal carattere imprenditoriale e aziendale nel campo delle tecnologie e dell’innovazione, rappresenterebbe l’opportunità di avanzare a passi da gigante nello sviluppo di tali settori attreverso innovazione, ricerca e nuove tecnologie, oltre che garantirebbe un elevato livello di progresso e di occupazione per la collettività. Roma, a fronte di un serio progetto di sviluppo tecnologico e sostenibile promosso dallo stesso Comune in sinergia con la Regione ed altri enti e/o soggetti sociali o imprenditoriali, potrebbe investire, infatti, proprio in quei settori innovativi legati alle energie rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, risparmio ed efficienza energetica, oltre che nuovi sistemi di illuminazione come i led) e al ciclo dei rifiuti ( promuovendo industrie per la trasformazione delle materie prime secondarie in prodotti di consumo). Un’altro aspetto da non sottovalutare sarebbe anche la rappresentatività della risposta della comunità a questa sorta di sperimentazione; il grande bacino di utenti e consumatori che ne beneficierebbero infatti costituirebbe un campione abbastaza attendibile da suscitare grande interesse per l’Amministrazione e l’intera collettività. L’auspicio del Vice Presidente è quindi quello di eleggere Roma, non solo città dell’arte, della cultura e del turismo, ma anche Roma Capitale della scienza, dell’innovazione e delle nuove tecnologie per un modello europeo di sviluppo sostenibile.