• Articolo , 26 ottobre 2009
  • Polonia pronta a vendere diritti ad inquinare per un valore di 40 mln

  • Il ministro dell’Ambiente polacco rivela che presto firmerà un accordo con Spagna e Irlanda per la vendita dei primi Assigned Amount Units

(Rinnovabili.it) – Paesi dell’Est Europa ed International Emissions Trading (IET), una situazione delicata che nelle ultime conclusioni adottate dal Consiglio Ue non ha trovato ancora un indirizzo che elimini la preoccupazione di un’eccedenza delle quote emissioni per queste nazioni.
Intanto la Polonia, tramite il suo ministro all’Ambiente, fa sapere che presto firmerà un accordo per vendere a Spagna e Irlanda un surplus dei cosiddetti “diritti ad inquinare” per un valore complessivo di 40 milioni di euro. Si tratta forse dell’aspetto più controverso del Protocollo di Kyoto e che prevede che le nazioni firmatarie con un’eccedenza di quote di CO2 possano vendere tali esuberanze sotto forma di crediti, chiamati permessi di emissione o Assigned Amount Units (AAU), ai governi e alle aziende che sono ancora lontani dai loro obiettivi “climatici”.
Tra gli acquirenti potrebbe anche esserci il Giappone, ha spiegato il ministro Maciej Nowicki all’Agenzia Reuters, affermando con sicurezza che: “tra solo due settimane firmerò il primo contratto con la Spagna e con l’Irlanda attraverso la Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo (BERS)”. Proprio a tal scopo la BERS ha istituito un Multilateral Carbon Credit Fund per aiutare i governi cercano di commercializzare i crediti in eccedenza attraverso i sistemi di mercato previsti dal Protocollo. Varsavia che ha completato il quadro giuridico interno necessario per vendere AAU solo lo scorso luglio, vuole così recuperare il ritardo accumulato rispetto agli altri paesi dell’Est Europa che sono già entrati nel vivo dello IET.