• Articolo , 16 febbraio 2010
  • Polveri sottili? No problem!

  • Un’azienda di AREA ha realizzato una centralina di monitoraggio ambientale in grado di fornire dati oggettivi e in tempo reale ai soggetti pubblici preposti alla gestione dell’ambiente

Centralina di monitoraggio ambientale che utilizza la fluorescenza a raggi X per identificare in tempo reale le specie chimiche presenti nelle polveri sottili PM10. L’idea di sviluppare questo innovativo prodotto è nata dalle analisi effettuate in collaborazione con A.R.P.A. – Dipartimento Provinciale di Trieste e con l’Associazione Legambiente – Sezione di Trieste, per studiare alcuni filtri per particolato atmosferico provenienti dalle stazioni di rilevamento cittadine.
Le analisi, effettuate con la luce di sincrotrone utilizzando diverse tecniche spettrometriche, hanno dimostrato che la fluorescenza a raggi X è il metodo più adatto ad essere trasferito all’interno di una centralina di monitoraggio ambientale.

Il prototipo della stazione di monitoraggio, in grado di raccogliere il particolato come nelle centraline tradizionali e, in più, di fornire le analisi spettroscopiche in tempo reale, è stato realizzato grazie al contributo del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia “ Fondo Trieste”.

_Vantaggi rispetto allo state dell’arte e della conoscenza_
La centralina sviluppata da Sincrotrone Trieste, permette di produrre risultati in tempo reale che oggi possono invece essere ottenuti solamente con analisi di laboratorio.
Attualmente il monitoraggio ambientale delle polveri sottili PM10 si ferma per legge alla sola misura del peso totale delle stesse per unità di volume. Più raramente si usa un altro metodo basato sull’attenuazione delle radiazioni beta emesse da una sorgente radioattiva e assorbite dal materiale depositato sul filtro di campionamento. Tuttavia, entrambe le tipologie di centraline non consentono l’identificazione immediata dei componenti delle polveri inquinanti, che può avvenire solo attraverso un’analisi spettroscopica effettuata dopo la raccolta del particolato in laboratori attrezzati.

_Settori di applicazione_

*Attuali*

Monitoraggio ambientale

*Potenziali*

La possibilità del riconoscimento chimico ‘in situ’ delle PM10 offerta dallo strumento qui descritto sorpassa tecnicamente la normativa vigente e permette l’eventuale apertura di una fase successiva di studio pre-normativo più raffinato e selettivo delle norme attuali. Al momento Sincrotrone Trieste ha avviato una collaborazione con l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL) per lo studio della situazione ambientale del territorio ligure che permetterà di iniziare una sperimentazione della nuova centralina messa a punto dal laboratorio.