• Articolo , 17 giugno 2008
  • Portogallo: solare, eolico e moto ondoso battono il nucleare

  • Il Portogallo non può contare su riserve di gas, combustibili fossili o centrali nucleari e per questo ha deciso di puntare tutto sul fotovoltaico, cercando di divenire uno dei Paesi leader in Europa nel settore delle rinnovabili

E’ una delle zone più assolate del Portogallo, nei pressi di Moura, e in questo territorio verrà impiantata la centrale solare più grande del mondo. L’installazione di 2.520 moduli solari a inseguimento, (dimensioni pari a quelle di una casa, con una potenza di 45 MW) come riporta il quotidiano inglese “The Guardian”, costerà oltre 313 milioni di euro ed erogherà tanta energia da soddisfare il fabbisogno di 30.000 case.
“Il vento e l’acqua sono la nostra energia nucleare – ha detto Manuel Pinho, ministro dell’economia portoghese – il costo relativo delle rinnovabili, in questo momento, è molto più basso, ed è dunque lì che vanno messi gli incentivi”. E così entro il 2020 il Portogallo ha come obiettivo quello di produrre il 31% della sua energia primaria da fonti rinnovabili, con incrementi che variano dal 20% del 2005 fino al 60% nel 2020. Questi traguardi potrebbero fare della nazione lusitana un leader europeo per le rinnovabili dopo Svezia, Lituania e Finlandia. Ma l’impegno è già iniziato: infatti, in meno di tre anni il Portogallo ha triplicato la sua potenza idroelettrica, quadruplicato quella eolica e progetta appunto grandi investimenti nel fotovoltaico e in tecnologia per ricavare energia dal mare. Gli investimenti per realizzare tutto ciò sono massicci e si prevede per il 2010 un afflusso di capitale pari a 12 miliardi di euro che dovrebbe giungere ad una cifra dieci volte superiore nel 2020. Ma anche questo dei finanziamenti è un processo già avviato. Ad esempio nel nord, proprio vicino all’impianto eolico più grande del mondo, si è insediata un’azienda tedesca che produce ogni anno circa 600 rotori per turbine eoliche, sia per il mercato nazionale che quello estero, con l’impiego di 1.200 persone, di cui la metà sono operai provenienti dal settore tessile in crisi.
Inoltre sta nascendo un’altra industria innovativa: quella degli impianti per ricavare energia dal mare. Il primo di questi sarà assemblato vicino a Porto da un’azienda scozzese e si prevedono investimenti per oltre un miliardo di euro in una serie di impianti, capaci di fornire complessivamente elettricità per il fabbisogno di 450.000 abitazioni.