• Articolo , 15 dicembre 2010
  • Povero George

  • Se George Orwell fosse vivo e facesse un giro dalle nostre parti si meraviglierebbe di scoprire che esiste una seguitissima trasmissione di intrattenimento intitolata al suo Big Brother, ma soprattutto di vedere realizzato, in un paese apparentemente democratico come il nostro, il sistema di manipolazione della verità che lui immaginava associato al più violento totalitarismo. […]

Se George Orwell fosse vivo e facesse un giro dalle nostre parti si meraviglierebbe di scoprire che esiste una seguitissima trasmissione di intrattenimento intitolata al suo Big Brother, ma soprattutto di vedere realizzato, in un paese apparentemente democratico come il nostro, il sistema di manipolazione della verità che lui immaginava associato al più violento totalitarismo.
In effetti se la gente (strapagata) che scrive e urla falsità non smette un attimo di farlo, mentre chi conosce la verità tace o al massimo borbotta qualcosa ogni tanto, l’opinione pubblica non può che orientarsi verso i primi e allontanarsi dei secondi. In un paese come l’Italia, dove per informarsi pochissimi leggono libri e dove i soldi condizionano in maniera incontrollata i media, questa situazione sta generando effetti devastanti. Per restare nell’ambito strettamente ambientale, gli italiani in poco tempo sono stati convinti che 1) è necessario costruire quattro nuove centrali nucleari di un modello che nessuno ha ancora visto in funzione, che 2) il problema delle scorie non esiste quando in verità nessuno ha ancora un’idea precisa di come gestirle, che 3) le radiazioni che fanno male forse sono quelle dei telefonini ma certo non quelle del plutonio, che 5) esiste il carbone pulito e il nucleare pulito, espressioni davvero orwelliane, 4) che le centrali eoliche e solari devastano l’ambiente, mentre fanno esattamente il contrario, producendo energia senza fumi né scorie di alcun genere. In pratica che il Male è il Bene e che il Bene è il Male, come nel terribile romanzo 1984.
Sempre per restare in campo ambientale siamo stati convinti che i napoletani siano gente sporcacciona che non sa gestire i suoi rifiuti, e che al nord invece siamo puliti, mentre in verità con i nostri abbondantissimi rifiuti riempiamo discariche e alimentiamo inceneritori, e quelli che ci avanzano, i più tossici e pericolosi, li mandiamo al sud Italia, dove la mafia li fa distribuire sui campi coltivati, oppure in Africa, dove i bimbi così hanno qualcosa con cui giocare, o anche in fondo al Tirreno, per il sollazzo dei pesci. Nel paese in cui il vero ministro degli esteri non è Frattini bensì l’amministratore delegato dell’Eni Scaroni, dove si vogliono a tutti i costi costruire ponti di lunghezza fantascientifica verso un’isola che ha strade e ferrovie antidiluviane, dove ci siamo convinti che bucare molte volte le catene montuose con gallerie parallele le une alle altre sia il progresso del trasporto ferroviario mentre i pendolari viaggiano tutti i giorni ammassati gli uni sugli altri, nel paese dove un anziano chirurgo, esponente di un partito di sinistra, si dichiara nuclearista e va a dirigere l’agenzia per la sicurezza nucleare istituita dal governo di destra senza che il suo partito dica beo, beh un paese così forse neanche la straordinaria penna del vecchio George riuscirebbe a spiegarcelo. (Vittorio Marletto – “Pianeta Serra”:http://pianetaserra.wordpress.com/)