• Articolo , 21 novembre 2008
  • Prato, l’energia ‘pulita’ frutta al Comune 100.000 euro all’anno

  • L’Amministrazione comunale ha investito 75mila euro per l’acquisto di un terreno e ne ricaverà 100.000 all’anno per 20 anni, salvaguardando in più l’ambiente e la produzione di energie alternative. Il tutto grazie al bando pubblico per la realizzazione e gestione di un impianto fotovoltaico in un’area di 27mila metri quadrati nella zona del Calice acquistata […]

L’Amministrazione comunale ha investito 75mila euro per l’acquisto di un terreno e ne ricaverà 100.000 all’anno per 20 anni, salvaguardando in più l’ambiente e la produzione di energie alternative. Il tutto grazie al bando pubblico per la realizzazione e gestione di un impianto fotovoltaico in un’area di 27mila metri quadrati nella zona del Calice acquistata dal Comune intorno alla 2a Tangenziale, l’arteria in fase di ultimazione che congiungerà Asse delle Industrie e Declassata con le aree produttive di Agliana, Montale, Montemurlo e Quarrata: i terreni sono necessari come aree di laminazione a lato della strada, ovvero di scolo ed assorbimento della pioggia, in modo da compensare l’impermeabilizzazione della Tangenziale. Non potendo realizzarvi parchi e giardini, l’assessorato ai Lavori pubblici per la valorizzazione delle aree ha puntato sul loro utilizzo per la produzione di energia pulita e rinnovabile con i pannelli solari. Al bando, pubblicato a settembre per sondare l’interesse delle imprese private a realizzare e gestire l’impianto, hanno risposto nove aziende, su cui ha prevalso la Hideco, azienda che produce ed installa pannelli solari, che ha appunto presentato un’offerta di 100mila euro annui, molto oltre le previsioni del Comune. L’operazione è stata oggetto ieri in Consiglio comunale dell’interrogazione di Massimo Taiti dell’omonima lista civica, che ha chiesto di conoscere quante offerte sono pervenute entro il 30 settembre e qual è stato l’esito della gara. La risposta è arrivata dall’assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio Enrico Giardi: «Così un’opera di mitigazione ambientale diventa un ottimo investimento per il Comune e per l’ambiente – ha detto Giardi – Il Comune recupererà già dal primo anno la spesa per il terreno E’ la dimostrazione che la compatibilità ambientale può andare di pari passo con gli interessi economici, una cosa molto importante anche per un cambiamento culturale in materia».
In termini numerici, a titolo di esempio, un’area di 15.000 mq consente la produzione di 1.350.000 Kwh/anno per un valore economico complessivo di 600.000 euro, compresi gli incentivi.
La convenzione, della durata di 20 anni, dovrà adesso passare al vaglio della giunta comunale.