• Articolo , 7 giugno 2010
  • Preoccupazioni per le modifiche al Codice ambientale

  • Confagricoltura Veneto ha scritto all’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, al presidente confederale Federico Vecchioni ed al vicepresidente Antonio Borsetto, per richiamare la loro attenzione e sollecitare un loro intervento riguardo una normativa attualmente in discussione nelle Commissioni parlamentari competenti e tale da suscitare fondate preoccupazioni negli allevatori. La riforma che si sta prospettando modificherebbe il […]

Confagricoltura Veneto ha scritto all’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, al presidente confederale Federico Vecchioni ed al vicepresidente Antonio Borsetto, per richiamare la loro attenzione e sollecitare un loro intervento riguardo una normativa attualmente in discussione nelle Commissioni parlamentari competenti e tale da suscitare fondate preoccupazioni negli allevatori.
La riforma che si sta prospettando modificherebbe il Codice ambientale relativamente al sistema autorizzatorio riguardante le emissioni in atmosfera degli allevamenti, per la cui applicazione non si farebbe più riferimento al rapporto peso vivo medio per anno/ettaro, ma semplicemente al numero di capi allevati indipendentemente dalla disponibilità di terreno dell’azienda.
La conseguenza è che sarebbero esclusi dall’applicazione dell’impegnativo quadro autorizzatorio soltanto gli allevamenti di modeste dimensioni, cioè, per esempio, quelli con meno di 40 vacche, 100 bovini all’ingrasso, 300 suini, 7 mila ovaiole, 12 mila polli da carne. Ne sarebbero coinvolte, invece, tutte le realtà aventi rilevanza professionale e imprenditoriale, con pesanti ripercussioni nei confronti del sistema agroalimentare veneto, il primo in Italia nel comparto avicunicolo e in quello della zootecnia da carne.
Si tratta, quindi, di evitare l’approvazione di una norma pericolosa per il futuro della filiera agroalimentare veneta e sproporzionata rispetto al reale peso degli allevamenti in quelle alterazioni climatiche la cui causa ed entità è ben lungi dall’essere stata accertata con ragionevole sicurezza scientifica.