• Articolo , 10 dicembre 2008
  • Presentato a Roma il primo Codice delle rinnovabili

  • Duemila pagine per raccogliere norme regionali, nazionali e comunitarie che regolano il settore delle energie alternative e dell’efficienza energetica

Come districarsi nella complessa normativa in materia di fonti energetiche alternative? L’articolato quadro giuridico sia a livello italiano che dell’Unione europea rappresenta una questione non da poco. Ecco perché “Codice delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica 2009” pubblicato da Edizioni Ambiente rappresenta un importante tentativo, primo nel suo genere nel Belpaese, nella raccolta legislativa. Il volume è stato presentato oggi a Roma dal presidente Piero Gnudi e dall’amministratore delegato e direttore generale dell’Enel Fulvio Conti alla presenza del Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, di esponenti politici impegnati sul fronte ambientale e delle autorità di regolazione del settore. Al suo interno millenovecentodieci pagine, per raccogliere 84 leggi nazionali e comunitarie, 27 delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, 21 sentenze (dalla Corte Costituzionale al Consiglio di Stato ai TAR regionali), 7 circolari e risoluzioni, 120 leggi regionali. “Gli ambiziosi traguardi che l’Europa ci pone in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica – dichiarato il Ministro Raffaele Fitto – possono essere raggiunti dall’Italia solo se riusciremo a unificare i processi autorizzativi e i sistemi di incentivazione, attraverso un tavolo Stato-Regioni che eviti sovrapposizioni e ritardi non più accettabili e certamente non compatibili con la rilevanza delle risorse economiche necessarie alla realizzazione di tale sforzo”. “E’ intenzione del Governo – ha aggiunto Sergio Garribba consigliere per le politiche energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico – intervenire per muoverci rapidamente verso testi unificati e armonizzati”. “L’augurio – ha concluso Conti – è che la prossima edizione del Codice, grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni e i soggetti responsabili, diventi uno strumento maggiormente agile e fruibile per dare impulso agli investimenti di cui il nostro Paese ha bisogno”.