• Articolo , 30 settembre 2008
  • Prestigiacomo: con normative UE su auto e clima lontani da impegni equi

  • “Credo che tutto questo debba essere fermato perché riteniamo che questi obiettivi rischiano di essere inutili se lo sforzo non è globale”

“Il Governo pone la salvaguardia dell’ambiente fra i suoi obiettivi primari e rispetta gli impegni internazionali che il nostro paese ha assunto”, ha affermato oggi il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in merito all’attuale discussione sui provvedimenti UE in materia di clima ed emissioni delle auto. “Riteniamo però che questi impegni debbano essere equi e per essere tali – e percepiti come tali dall’opinione pubblica e dalle categorie produttive – devono rispettare un principio: quello che chi più inquina, più paga. Purtroppo in passato gli oneri che il Governo Italiano ha assunto in materia non hanno tenuto in conto questo principio e si sono rivelati penalizzanti per il nostro sistema produttivo, che è fra i meno inquinanti del continente”. Non cambia dunque la posizione del governo italiano, oggi ribadita dal ministro all’assemblea generale dell’ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. “Quel che posso assicurare, – continua Prestigiacomo – è che insisteremo nel chiedere le modifiche al provvedimento nella direzione che ho indicato. Anche il Presidente Berlusconi segue con la massima attenzione questa problematica e si farà interprete delle istanze del nostro paese nel prossimo consiglio europeo”. Posizione appoggiata dall’ad di Fiat Sergio Marchionne e da Eugenio Razelli, presidente dell’ANFIA che a proposito proposta della Commissione UE in materia di riduzione della CO2 prodotta dalle auto ha affermato che: “La proposta della Commissione ancora una volta fissa obiettivi nettamente più severi di quelli dei principali competitor mondiali ed introduce elementi che ritengo distorsivi della concorrenza tra costruttori europei”. Appare chiaro – conclude Razelli – che se vogliamo vincere la sfida della CO2 è necessario rivedere strategie sia in termini di approvvigionamento energetico che in termini di diversificazione delle fonti alternative e di sviluppo dei nuovi carburanti”.