• Articolo , 25 settembre 2009
  • Prestigiacomo: la logica distorta della direttiva emission trading

  • “Chiediamo alla UE soluzioni condivise per evitare scelte onerose che non giovano all’ambiente”

(Rinnovabili.it) – Dopo la posizione espressa da palazzo Chigi, in risposta alla presa di posizione del Commissario europeo all’Ambiente, Stravos Dimas. Anche il Ministro italiano dell’ambiente Stefania Prestigiacomo interviene sulla questione specificando che alla Commissione Ue è stato posto “un problema reale, che deriva dalla logica distorta della vecchia direttiva emission trading, logica che infatti è stata modificata nella nuova direttiva approvata nel dicembre scorso nel cosiddetto pacchetto 20-20-20”.
Nel comunicato stampa rilasciato dal Ministero Prestigiacomo pone l’accento proprio su questa idea di base della normativa, che “il Governo dell’epoca avallò e sulla quale condusse una trattativa al ribasso pur avendo dati diversi sulle quote necessarie per i nuovi impianti a partire dal 2009”, e in base al quale “l’Italia dovrebbe pagare circa 1 miliardo di euro per acquistare diritti di emissione da paesi che ne hanno la disponibilità”.
“Una disponibilità – continua – che non deriva, nella maggior parte dei casi, da una maggiore “virtuosità ambientale” ma dal fatto che si sono prese come parametro le “emissioni storiche”. […] Paradossalmente l’Italia dovrebbe comprare quote d’emissione da chi inquina di più”. “Tutta questa operazione sarebbe onerosissima e non porterebbe alcun vantaggio all’ambiente”
In tal senso e con la convinzione che sia doveroso che il Governo chieda all’Europa di affrontare questo tema e trovare soluzioni condivise, Prestigiacomo annuncia oggi l’incontro a breve tempo con il commissario Dimas per aprire negoziato con l’Unione europea.