• Articolo , 18 giugno 2008
  • Prestigiacomo: più tasse per chi inquina e quartieri ecologici nelle città

  • Per indurre cittadini e imprese a comportamenti virtuosi nei confronti dell’ambiente il governo sta pensando ad una tassa contro gli “eco-danni”: punto fondamentale per ottenere uno sviluppo sostenibile che non sia semplice crescita

Per poter ottenere realmente uno sviluppo sostenibile ed eco-cosciente bisogna individuare “sussidi” per i comportamenti ambientali virtuosi ed “iniziare a spostare gradualmente la tassazione dai redditi dei cittadini alle condotte dannose per l’ambiente, nell’invarianza della pressione fiscale complessiva”. Sono queste le parole pronunciate dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nel corso dell’audizione al Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero. In questo quadro, spiega il ministro “privati e imprese, potranno effettuare le loro scelte orientandole gradualmente verso comportamenti ambientalmente più virtuosi”. La Prestigiacomo ha messo l’accento sulla necessità di “un grande lavoro sul fronte della tassazione ambientale, dell’individuazione dei sussidi ai comportamenti ambientalmente virtuosi, dell’utilizzo dei cosiddetti marchi di qualità ambientale, ma ciò si deve tradurre anche nell’adozione di stili di vita capaci di risultare a partire dalle scelte di ciascuno, più sostenibili”. L’obiettivo “delle misure fiscali del governo sarà quello di valorizzare l’ambiente come bene economico” e “favorire lo sviluppo delle imprese che si specializzano nella difesa dell’ambiente” con la costruzione per esempio di “impianti di termovalorizzazione, di depurazione delle acque, la produzione di energia rinnovabile”. E dal ministro arriva anche un’interessante iniziativa: “Proporremo, attraverso opportune consultazioni con le istanze locali, una campagna per la nascita, su basi volontaristiche e ben meditate, di un quartiere ecologico in ogni grande città italiana entro il 2020”, ha spiegato citando l’esempio del quartiere Vauban di Friburgo e di esperienze simili che si stanno tentando a Milano con Renzo Piano e Carlo Rubbia e a Roma. Le opportunità di realizzarle sarebbero offerte dalle aree militari dismesse. “Sarebbe una sfida vincente per le amministrazioni e le comunità locali se si riuscisse a trasformare questa opportunità di dismissione in un’opportunità di realizzazione di aree e quartieri ecologicamente corretti e ad impatto tendenziale zero”. “In questa ottica, è decisiva la collaborazione, anzi la condivisione di obiettivi di nuova vivibilità, fra Governo e istituzioni locali – ha concluso – è fondamentale la diffusione di buone pratiche, lo scambio di esperienze, la valorizzazione del già fatto ed in Italia le esperienze pilota non mancano”.