• Articolo , 10 ottobre 2008
  • Prestigiacomo: su clima e energia il Governo chiede all’UE realismo

  • “Con la crisi in atto la discussione sul pacchetto clima-energia rischia di diventare grottesca”

“La discussione sul pacchetto clima-energia dell’UE rischia di assumere connotati grotteschi dinanzi a ciò che sta accadendo all’economia europea e mondiale”. Sono le parole pronunciate oggi dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo che in vista del vertice di Varsavia fa il punto della posizione governativa rispetto al procedere della direttiva europea su clima ed energia.
“Eravamo già dinanzi – dichiara – ad un programma che non avrebbe avuto alcun effetto sul clima e implicava costi che apparivano insostenibili prima dell’attuale crisi economica. Quelle posizioni, dettate da un eco-conformismo demagogico, oggi appaiono a maggior ragione improponibili”.
“Non è più il momento di fare i primi della classe in un mondo che di questo primato finora s’è disinteressato. Oggi – continua – sono necessari interventi concreti, mirati ad obiettivi utili e misurabili per l’ambiente che siano sostenibili economicamente. Altrimenti, come è accaduto nel recente passato si assumono impegni ad uso mediatico che rischiano d’essere pericolosissimi per il sistema-paese e per i cittadini”.
“Il Governo – ribadisce il ministro – punta con decisione su rinnovabili e risparmio energetico e chiede all’Europa realismo, elasticità e ambientalismo vero, non solo ad uso mediatico. Il Governo non accetterà che dietro il paravento del clima passino misure che danneggiano l’ambiente e l’economia italiana, come la direttiva auto che di fatto premia le auto che inquinano di più.
“Lunedì a Varsavia – conclude Prestigiacomo – nel vertice preparatorio della conferenza di Poznan e la settimana successiva a Lussemburgo in occasione del vertice dei ministri dell’ambiente UE sosterrò con forza ed estrema determinazione la posizione italiana. Sono convinta che prevarranno le ragioni del buon senso e che sarò riaffermato il principio che chi più inquina più paga, finora largamente disatteso dalla “verde” Europa”.