• Articolo , 31 agosto 2009
  • Prima Conferenza sul Climate Change per i popoli himalayani

  • Meeting per le nazioni del Sud Asia focalizzato sulle strategie di prevenzione dei cambiamenti climatici nell’area dell’Himalaya, la catena montuosa più alta del mondo regolarmente assoggettata dal problema delle inondazioni e della siccità

(Rinnovabili.it) – Il Primo ministro del Nepal, Madhav Kumar, ha aperto questa mattina la prima Conferenza sui cambiamenti climatici delle nazioni himalayane alla presenza dei rappresentanti di Afghanistan, Bangladesh, Maldive, Pakistan e Sri Lanka.
La due giorni, denominata ”Kathmandu to Copenaghen”, vuole rappresentare un preludio al vertice danese il prossimo dicembre, quando 192 nazioni si incontrano per sostituire il protocollo di Kyoto.
Sul tavolo dei colloqui l’allarmante pericolo dello scioglimento dei ghiacciai e i problemi determinati da eventi meteorologici estremi che stanno colpendo quello che da molti ambientalisti è considerato come il “terzo” polo. La catena montuosa dell’Himalaya si estende 2.400 km attraverso Bhutan, Cina, India, Nepal e Pakistan e questo meeting rappresenta per i popoli della zona il primo vero incontro per evidenziare i problemi climatici e fare lobby per ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni al vertice di Copenaghen.
“Le minacce e i rischi del cambiamento climatico si sono manifestate con la riduzione dei ghiacciai dell’Himalaya, l’innalzamento del livello del mare e violente mareggiate”, ha spiegato Kumar. “Eventi meteorologici estremi sempre più frequenti hanno colpito produzione agricola in tutta la regione” e l’impatto potenzialmente catastrofico di questi stravolgimenti ambientali “ha assunto una grande importanza nelle nostre relazioni internazionali”.
A rischio sono le condizioni di vita di 1,3 miliardi di persone e per il premier nepalese, la cooperazione transfrontaliera è la prima strategia da mettere in campo per affrontare tali impatti. Una cooperazione che tuttavia non ha visto, almeno per questa conferenza, la presenza dell’India, rischiando di indebolire un messaggio, come sottolineano i delegati, che ha urgenza di essere recapitato.