• Articolo , 9 giugno 2011
  • Provincia di Modena, energia dal sole per tutti i cittadini

  • Il Piano energetico della Provincia di Modena è stato approvato dal Consiglio provinciale con il voto favorevole di Pd e Idv. Astenuti Pdl, Lega nord e Udc. Discusso in occasione del Consiglio straordinario che si è svolto a Vignola, mercoledì 8 giugno, per la Giornata mondiale dell’ambiente, il Piano prevede la riduzione del 18 per […]

Il Piano energetico della Provincia di Modena è stato approvato dal Consiglio provinciale con il voto favorevole di Pd e Idv. Astenuti Pdl, Lega nord e Udc. Discusso in occasione del Consiglio straordinario che si è svolto a Vignola, mercoledì 8 giugno, per la Giornata mondiale dell’ambiente, il Piano prevede la riduzione del 18 per cento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, l’incremento delle fonti rinnovabili per arrivare a produrre almeno un chilowatt di energia elettrica per ogni cittadino da impianti fotovoltaici, un maggiore risparmio e una maggiore efficienza energetica.

«Il Piano – ha sottolineato l’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Vaccari illustrando il documento – intende stimolare nuovi criteri e avviare azioni concrete per raggiungere una migliore efficienza del sistema Modena attraverso un modo nuovo di costruire, di muoversi e di produrre. Serve, innanzitutto, un cambiamento culturale in tutti i settori per garantire un futuro più pulito, meno impattante con imprese più competitive anche dal punto di vista dei costi energetici». Evidenziando la mancanza di una decisa politica europea sull’energia e la necessità, da parte del governo nazionale, di un quadro di certezze sulle politiche e sugli investimenti energetici, il presidente della Provincia Emilio Sabattini ha affermato che l’obiettivo del Piano «è dare un senso di prospettiva e una strategia in cui si inserisca lo sviluppo del nostro territorio».

Durante il Consiglio è stato inoltre presentato da un gruppo di studenti della 5ª A dell’Iti Levi di Vignola il progetto “Scuola zeroCO2” elaborato in classe che ha analizzato come, attraverso la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e la cogenereazione si possano ridurre gli sprechi energetici e l’inquinamento.

Il presidente del Consiglio Demos Malavasi ha sottolineato che il Piano «pone al centro un forte impegno per il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Queste scelte confermano la volontà della provincia di Modena per uno sviluppo sostenibile capace di coniugare la tutela dell’ambiente con la crescita di imprese e di lavoro ad alto contenuto tecnologico e di ricerca».

Per Sergio Pederzini (Idv) le risposte al crescente fabbisogno energetico «non devono venire dal nucleare ma dalle fonti rinnovabili e dal risparmio energetico, e compito della politica è imporre percorsi che vanno nella direzione della tutela dell’ambiente». Serena Bergamini (Pd) ha affermato che l’efficacia del Piano dipenderà anche «dal coinvolgimento dei territori nell’applicazione delle azioni previste e dalla partecipazione informata dei cittadini». Critico con la preferenza data al fotovoltaico Bruno Rinaldi (Pdl) per il quale si tratta di una tecnologia «che da sola non risolve i problemi energetici ed è difficile da smaltire. È necessario quindi essere aperti a soluzioni diverse e migliori dei pannelli solari e non ostacolare la ricerca nell’ambito dell’energia nucleare». Anche per Fabio Vicenzi (Udc) per rispondere al fabbisogno di energia è necessario ricorrere a un mix di energie rinnovabili, «che però da sole non sono sufficienti. Il Piano provinciale su questo tema non ha il giusto equilibrio: sostenere le rinnovabili non significa rinunciare a investire in altri tipi di produzione energetica, nucleare compreso». Secondo Luca Gozzoli (Pd), per funzionare bene «il Piano si deve integrare con gli altri strumenti di programmazione, dal territorio al commercio alla mobilità, in modo che la tutela dell’ambiente diventi parte di ogni pianificazione». Condivisibili i principi del Piano per Denis Zavatti (Lega nord) che però ne contesta l’applicazione: «Da una parte, con il patto dei sindaci, ci si impegna a ridurre le emissioni di CO2, dall’altra si autorizza una nuova linea dell’inceneritore, sicuramente inquinante». Anche per Giovanna Bertolini (Pdl) la Provincia «dice cose giuste ma non agisce di conseguenza, per esempio cominciando a migliorare l’efficienza degli edifici di sua proprietà».