• Articolo , 25 giugno 2008
  • Pubblicità auto scorrette. La denuncia degli Amici della Terra

  • Anche l’Italia tra i sei Paesi denunciati alla Commissione Europea dagli Friends of the Earth per mancata vigilanza nell’attuazione della Direttiva 1999/94/CE

Inadempienza degli organismi preposti all’attuazione della legge sull’informativa obbligatoria dei consumi e delle emissioni di CO2 nella pubblicità delle auto. Questa l’accusa che porterà Italia, Francia, Germania, Belgio, Polonia, Slovenia e Spagna sul banco della Commissione Europea per prossime verifiche. La denuncia arriva dagli Amici della Terra (Friends of the Earth) che assieme a organizzazioni ambientaliste europee, hanno segnalato alla Commissione le sei Nazioni per mancata vigilanza nell’attuazione della Direttiva 1999/94/CE, relativa appunto all’obbligo di informazione nelle campagna pubblicitarie delle auto dei dati sui consumi di carburante ed emissioni di anidride carbonica. Già nel Rapporto “Pubblicità Regresso”, reso pubblico il 20 maggio scorso, gli Amici della Terra avevano rilevato “una sistematica violazione della legge da parte di costruttori e importatori di auto operanti sul territorio italiano”, mettendo in evidenza che oltre il 90% delle pubblicità riportate su quotidiani e magazine riportava l’informativa in questione in formati illeggibili e in scarsa evidenza rispetto alla comunicazione commerciale. “Una maggiore consapevolezza dei consumatori – dichiara Massimiliano Binati, responsabile della campagna per Amici della Terra – rispetto a consumi ed emissioni è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione di emissione di CO2 delle auto, causa di oltre il 20% delle emissioni in atmosfera di gas serra. I costruttori di auto, oltre a non rispettare gli obiettivi sottoscritti nel 1995 per la riduzione delle emissioni di CO2 per i nuovi modelli immessi sul mercato hanno contemporaneamente violato la legge sulla pubblicità, mentre le istituzioni preposte alla vigilanza per una corretta applicazione della legge hanno lasciato fare. È tempo che la Commissione Europea intervenga, sia rendendo più stringenti le direttive comunitarie in materia, sia garantendo una loro corretta e completa applicazione negli Stati membri”.