• Articolo , 10 novembre 2009
  • Puglia, ‘banche dati’ per monitorare le biomasse

  • Nuovi piani per il settore delle biomasse in Puglia che attraverso una classificazione aggiornata, locale e regionale, definiscono qualità, quantità e potenzialità di produzione energetica dei residui agro-industriali.

(Rinnovabili.it) – La Regione Puglia si sta impegnando attivamente in progetti per la produzione di energia pulita e lo fa concretamente aderendo a diverse iniziative che vedono il settore delle agro-energie il campo giusto in cui investire risorse e qualità. L’Ente territoriale pugliese, in seguito alla partecipazione al Progetto interregionale ‘Certificazione delle filiere bioenergetiche’, ha promosso il programma “Certficazione della filiera delle biomasse residuali agro-industriali” che si occuperà di osservare da vicino il percorso di vita dei prodotti energetici generati dai processi di scarto nella lavorazione delle olive.
Il settore, che valorizza gli scarti agro-industriali, sta prendendo piede nella Regione sempre più indirizzata a valorizzare i processi legati alla produzione finale identifica come “diversificata, quantitativamente significativa e qualitativamente idonea per la valorizzazione ai fini energetici”.
”La spina dorsale delle politiche agricole pugliesi – ha asserito Dario Stefano, Assessore alle Risorse Agroalimentari – è e resta la produzione d’eccellenza. Se non si parte da questo presupposto non si potrà fare delle agro-energie il miglior uso possibile, che non è quello di convertire le colture per produrre gas. L’obiettivo principale ora della Regione è quello di poter fornire un indirizzo per gli investimenti realizzabili dalle imprese agricole”.
Ad Arezzo, in occasione del Convegno di Agroenergie, la Puglia ha avanzato con orgoglio un ‘Piano’ specifico per ciascuna delle singole realtà comunali dislocate sul territorio, che consiste fondamentalmente in una raccolta aggiornata delle biomasse (scarti agricoli e zootecnici) a disposizione, una sorta di ‘banca dati’ che sarà inoltre capace di fungere da riferimento per gli eventuali investimenti economici degli agricoltori, classificando il grado di efficienza produttiva delle singole zone. Una banca dati di più ampio respiro è invece parte del progetto ‘Probio’, che oltre a stabilire il grado di sviluppo per il settore delle agro-energie a livello regionale, accompagnato dalla realizzazione di un laboratorio di ricerca dedicato, si preoccuperà di diffondere informazioni in merito sugli studi effettuati ed una pianificazione valutata su criteri di ‘prefattibilità’, protesa alla trattazione delle coltivazioni per fini energetici.