• Articolo , 22 settembre 2010
  • Quando cioccolato e pasticcini diventano biogas

  • Processare rifiuti alimentari commerciali ed industriali per produrre biogas ed energia rinnovabile nel nuovo impianto di Cheddleton. Questa la destinazione del finanziamento da 1,44 milioni di sterline concesso dal WRAP

(Rinnovabili.it) –Il biogas non è mai stato così allettante. Succede a Cheddleton, piccolo comune della Gran Gretagna dove per produrre biocarburante si è pensato bene di ricorrere ai rifiuti di un’industria particolare: quella dolciaria. Grazie al programma AWM e al sostegno del WRAP la John Pointon & Sons (JPS), impresa che si occupa della raccolta e della gestione dei rifiuti, ha ricevuto la somma di 1,44 milioni di sterline per la realizzazione di un digestore anaerobico del costo totale di 12 milioni di sterline per il trattamento degli scarti alimentari.
Il completamento dei lavori presso la sede di Cheddleton è previsto per l’ottobre 2011, quando l’impianto da 2 MW sarà in grado di trattare rifiuti alimentari industriali e commerciali tra cui cioccolato e prodotti di pasticceria creando circa cinquanta nuovi posti di lavoro salvando l’equivalente di 85mila tonnellate di CO2 l’anno per poi vendere il biogas e l’energia rinnovabile prodotta. Lo sviluppo del progetto includerà un impianto di pretrattamento, un impianto di digestione avanzata, un sistema di produzione di biogas e un sistema de-watering (per l’eliminazione dell’acqua) grazie ai finanziamenti ottenuti in parte dalla concessione del WRAP (Waste & Resources Action Programme) e in parte dall’AWM (Advantage West Midlands), programma per l’eliminazione dei rifiuti industriali e commerciali del West Midlands con la prospettiva di evitare il conferimento in discarica di ben 195mila tonnellate di rifiuti nei primi cinque anni di attività.