• Articolo , 13 luglio 2011
  • Quando la natura ci salva dall’inquinamento

  • Nel Palazzo provinciale si è svolta oggi una conferenza stampa per la presentazione di un progetto che prevede la riqualificazione di aree dismesse e inquinate mediante l’uso di sistemi vegetali. Il programma è stato predisposto dall’Arpa in collaborazione con gli istituti del Cnr per la ricerca delle acque (Irsa), con l’istituto di biologia Agro ambientale […]

Nel Palazzo provinciale si è svolta oggi una conferenza stampa per la presentazione di un progetto che prevede la riqualificazione di aree dismesse e inquinate mediante l’uso di sistemi vegetali. Il programma è stato predisposto dall’Arpa in collaborazione con gli istituti del Cnr per la ricerca delle acque (Irsa), con l’istituto di biologia Agro ambientale e forestale e con l’Università degli studi della Tuscia. L’incontro è stato promosso dalla Provincia di Perugia. Tra i presenti l’assessore all’urbanistica della Provincia Carlo Antonini, il responsabile scientifico di Arpa Umbria Andrea Sconocchia, il direttore di Arpa di Terni Adriano Rossi, Svedo Piccioni, direttore generale di Arpa e Angelo Massacci del Cnr. Durante l’incontro è emerso che con questo innovativo progetto si otterrà la bonifica delle aree contaminate, il ripristino ambientale, la riduzione delle emissioni di Co2 (utilizzando poi anche la biomassa come fonte di energia), tutto questo con costi estremamente contenuti, tecnologie semplici e un’elevata accettabilità sociale. Nel suo intervento l’assessore all’Urbanistica Carlo Antonini ha spiegato che oggi la responsabilità sulla qualità ambientale deve riguardare tutti. “Sulla base del protocollo di Kyoto – ha continuato l’assessore – è nata una direttiva europea secondo la quale le aziende che inquinano devono risarcire l’ambiente con l’impianto di vegetali. Con questo progetto noi vorremmo fare in modo che il risarcimento sia in termini locali, se in tali ambiti è stato prodotto l’inquinamento. Una novità: vorremmo anche che si dia l’avvio ad un ‘mercato volontario’ dei crediti Co2, in base ad un principio di responsabilità: enti come il nostro potrebbero fornire in tal caso un attestato di qualificazione ambientale. Noi abbiamo molte aree urbane dismesse, piantando dei vegetali particolari si possono abbattere o diminuire gli inquinanti. Si tratta quindi di una vera e propria rivoluzione per il nostro territorio. Propongo anche di predisporre una mappatura dei siti dove sarà possibile compiere questo lavoro di risanamento”. Rossi di Arpa Terni ha parlato di una nuova forma di gestione delle bonifiche ambientali: “Oramai sono troppi i costi per portare il materiale inquinante altrove – ha aggiunto – proviamo a ragionare diversamente: con opportune piantagioni non si esporta niente e si crea un ‘magazzino’ di Co2. In altre parti d’Italia il discorso dell’utilizzo dei vegetali è stato già attuato, ma la novità consiste nel fatto che noi lo abbiamo abbinato alla formazione, solamente locale, del deposito di Co2. Due passi positivi per l’ambiente, quindi, e a costi molto bassi”. A conclusione dell’incontro Angelo Massacci, studioso del Cnr, ha riportato alcuni casi di virtuoso utilizzo di piante per contrastare l’inquinamento: per esempio a Porto Marghera si sta compiendo con successo, attraverso la piantagione di pioppi e salici, l’eliminazione di metalli pesanti, mentre a Roma, attraverso l’utilizzo di vegetali e batteri, in soli due anni, è stato dimezzato l’inquinamento in una sostanza che in genere perdura nell’ambiente per 30 anni. Era presente all’incontro anche il presidente della prima commissione consiliare della Provincia Massimiliano Capitani, competente in materia ambientale.