• Articolo , 28 maggio 2010
  • QUANTO BASTA…E L’ECONOMIA DIVENTA GREEN: A Piombino la prima edizione del Festival dell’economia ecologica

  • Fino al 6 giugno, economia, ambiente e sostenibilità s’incontrano: nasce il primo Festival in Italia dedicato alla green economy. Da Piombino parte la sfida di Quanto Basta, un evento nato con l’obiettivo di tracciare nuovi percorsi di responsabilità ambientale. Il Festival è promosso da Comune di Piombino, Regione Toscana e Provincia di Livorno, con il […]

Fino al 6 giugno, economia, ambiente e sostenibilità s’incontrano: nasce il primo Festival in Italia dedicato alla green economy. Da Piombino parte la sfida di Quanto Basta, un evento nato con l’obiettivo di tracciare nuovi percorsi di responsabilità ambientale.

Il Festival è promosso da Comune di Piombino, Regione Toscana e Provincia di Livorno, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello Sviluppo economico. Copromotori della manifestazione: Fondazione Toscana Sostenibile, Alt, Federambiente, Federutility, Asstra.

Intellettuali di fama internazionale, politici, sociologi e giornalisti si ritroveranno a Piombino per analizzare, discutere e spiegare una rivoluzione già in atto, ma ancora poco condivisa.
Comprendere che il capitale delle risorse naturali e il capitale prodotto dall’uomo sono complementari e non alternativi è una priorità per il mondo dell’impresa, per l’amministrazione pubblica e per quanti operano nel settore dei media.
L’obiettivo di Quanto Basta è aprire percorsi di confronto e di sensibilizzazione sui temi relativi al diritto ambientale, alla vivibilità delle città, ai prodotti di una agricoltura di qualità. Il programma è diviso in quattro sessioni.
La prima sessione introduce le tematiche dell’economia ecologica; la seconda si occupa della cultura della sostenibilità ambientale; la terza dà voce alle realtà territoriali e i percorsi verso un’altra economia; la quarta, affronta il tema della città e dei suoi rapporti con il territorio, sia dal punto di vista dello spreco urbanistico, sia da quello di una governance più attenta alla qualità della vita e della sostenibilità.