• Articolo , 13 gennaio 2011
  • R.ETE Imprese Italia: critiche ed elogi al decreto sulle rinnovabili

  • Si è discussa l’attuazione del decreto legislativo 2009/28/CE sulla promozione delle rinnovabili, di vitale imporanza per lo sviluppo della green economy.

(Rinnovabili.it) – Si è tenuta ieri pomeriggio un Audizione informale, nel corso della decima Commissione Industria del Senato, riguardante “l’Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”. Il decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 novembre del 2010, disciplina nei suoi 39 articoli l’impiego delle fonti energetiche alternative in tutte le sue forme ed applicazioni, con l’obiettivo di raggiungere il 17% di energia prodotta entro il 2020. In merito all’Audizione di ieri Giorgio Guerrini, Presidente di R.ETE. Imprese Italia (Cassartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), ha espresso il suo parere dichiarando che “le misure previste dal decreto possono rappresentare un importante strumento di sviluppo, di creazione di nuovi mercati, di nuove attività imprenditoriali. Ma l’efficacia delle nuove norme rischia di essere vanificata da tempi lunghi d’attuazione”.
Secondo Guerrini andrebbero quindi apportate delle modifiche al decreto, ad iniziare dai costi per sostenere il settore, in modo tale da non pesare sulle bollette elettriche e del gas.
Inoltre R.ETE. Imprese Italia ribadisce l’importanza di fissare in ogni regione “degli obblighi specifici per il raggiungimento degli obiettivi di produzione dalle rinnovabili, e di stabilire a livello nazionale un’unica soglia di potenza massima degli impianti autorizzabili”. Per quel che concerne le politiche di efficienza energetica il Presidente sostiene inoltre la necessità di stabilizzare le forme di incentivazione, come ad esempio le detrazioni del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici. Guerrini ha quindi definito la normativa come una serie di _“Misure positive che puntano sulla green economy come leva strategica per superare la crisi”,_ soffermandosi sull’importanza di “accelerarne i tempi”.