• Articolo , 11 novembre 2008
  • Ragusa: Iacono sul fotovoltaico

  • di Fabio Tomasi «Il fotovoltaico rappresenta una grande risorsa per il nostro territorio, soprattutto in un momento in cui i due motori dell’economia ragusana – edilizia e agricoltura – o sono ingolfati o si muovono in direzioni sbagliate. Occorre tuttavia saper sfruttar questa risorsa privilegiando gli indotti locali, e non gli interessi di grandi società […]

di Fabio Tomasi
«Il fotovoltaico rappresenta una grande risorsa per il nostro territorio, soprattutto in un momento in cui i due motori dell’economia ragusana – edilizia e agricoltura – o sono ingolfati o si muovono in direzioni sbagliate. Occorre tuttavia saper sfruttar questa risorsa privilegiando gli indotti locali, e non gli interessi di grandi società esterne».
La conferenza dei capigruppo in Provincia ha dato modo al consigliere dell’Italia dei Valori, Giovanni Iacono (nella foto), di mettere l’accento sui punti nodali della questione relativa alle risorse rinnovabili. Un tema che fa discutere molto in questi giorni, dopo la notizia che grandi società operanti nel settore del fotovoltaico sono pronti a fare il loro ingresso nella provincia di Ragusa con investimenti che interesseranno 3 milioni di metri quadrati a Ragusa e 2 milioni di metri quadrati a Modica.
«Cifre notevoli – osserva il consigliere – che dovranno tener conto di un’altra grande risorsa, il patrimonio paesaggistico. Ripeto, ben venga il fotovoltaico che crea occasioni di sviluppo per le imprese locali, numeri così elevati però fanno pensare a impianti enormi in grado di generare guadagni enormi per poche imprese, sganciate peraltro dagli indotti locali. In ogni caso, a questa ambiziosa corsa verso l’energia pulita mancano ancora le gambe per camminare…».
Ci sono imprese che vogliono investire a Ragusa in impianti in grado di occupare 3 milioni di metri quadrati, questo dà l’idea di paralisi del settore dell’energia rinnovabile? «La Sicilia – prosegue il consigliere Idv – è il fanalino di coda in tutto il territorio nazionale per non avere ancora approntato un Piano energetico ambientale regionale in grado di dettare le linee guida nel settore energetico ambientale. Come se ciò non bastasse, neanche la Provincia – che avrebbe potuto concretizzare, nel frattempo, un proprio Piano quale strumento di integrazione del Piano territoriale provinciale – ha mosso grandi passi in questa direzione. Detto ciò – conclude Giovanni Iacono –, vorrei capire, come ho sottolineato nella mia interrogazione nella conferenza dei capigruppo, come sia possibile di fronte a una lacuna di questa dimensione guardare con ottimismo ai grossi investimenti e alla possibilità di sviluppare a livello territoriale fonti di energia pulita senza provocare speculazioni e danni al patrimonio paesaggistico».