• Articolo , 28 maggio 2009
  • Rapporto 2009 Diritti Globali, l’Italia è malmessa

  • Il Rapporto del 2009 stilato dal Centro Studi in collaborazione con sindacati, associazioni e ambientalisti, fa un panorama abbastanza pessimistico dello stato attuale del nostro Paese.

(Rinnovabili.it) – Il Centro studi dei “Diritti Globali” stila un Rapporto annuale, promosso e sostenuto dalla CGIL, l’ActionAid, l’Antigone, l’ARCI, il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCA), il Forum Ambientalista, il Gruppo Abele e Legambiente. Diritti Globali nel rapporto di quest’anno, in riferimento alla situazione ambientale e relativa ai cambiamenti climatici in Italia, cita alcuni poco onorevoli risultatia, come d esempio la votazione “in Senato, presentata da parlamentari del PdL il 1° aprile 2009, una mozione che non solo nega i cambiamenti climatici, ma anche le loro cause e conseguenze, nonchè le responsabilità dell’uomo nel global warming”. Per continuare poi con la percentuale di inquinamento dove il nostro Paese “è il terzo nella classifica europea dei maggiori emettitori (era il quinto nel 1990) e si attesta su un consistente +17,5% sopra l’obiettivo di riduzione che dovrà essere raggiunto nel 2012 e in fatto di rinnovabili è il fanalino di coda dell’Unione Europea. L’unico provvedimento, per altro di dubbia efficacia, a parere del Centro Studi, preso dal governo sul fronte energetico è l’accordo siglato con la Francia per riportare il nucleare nel Paese”.
“Insieme al sistema energetico dominato dagli idrocarburi – evidenzia poi il Rapporto – il punto dolente dello Stivale rimane la mobilità: gli spostamenti delle merci si svolgono in larga parte su strada (74% del totale per le merci) così come quelli personali”. Non a caso la mobilità motorizzata pro capite, attestata a oltre 13.500 chilometri l’anno, è superiore del 30% rispetto alla media europea. Non c’è da stupirsi, dunque, se nel 2007 il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio dell’aria ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del PM10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all’anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (con oltre l’80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio).
Nell’ambito dell’illecito poi, nel nostro Paese continuano ad aumentare gli ecoreati, che nel 2007 hanno fatto registrare la cifra di 30.300 casi.
Gli aspetti positivi riscontrati nel Rapporto 2009 riguardano il fatto che l’Italia sia diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio “Ecolabel” (31% sul totale europeo) e che abbia riscontrato un notevole successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati ISO 14001 nel 2008). Migliora e aumenta anche l’agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007 contro i 70.674 del 1994),assieme ad un forte sviluppo nel settore degli allevamenti biologici.