• Articolo , 16 maggio 2011
  • Rapporto Cre: le tasse sul fotovoltaico francese sono troppo alte

  • Il costo degli oneri per l’energia elettrica fotovoltaica entro il 2020 potrebbe essere superiore ai 2 miliardi di euro l’anno

(Rinnovabili.it) – I costi del fotovoltaico in Francia sembrano essere particolarmente *onerosi*, stando ai dati pubblicati oggi dal “bollettino n.2”:http://fichiers.cre.fr/bulletins/2/bulletin-2.html della *Commission de régulation de l’énergie* (Cre).
In particolare “_si richiama l’attenzione sul livello particolarmente elevato delle tariffe per l’energia elettrica fotovoltaica” che già “fino a poco tempo fa, erano 10 volte superiori al prezzo di mercato dell’energia elettrica all’ingrosso_”.
E prosegue: “_Nonostante il ritorno ad un dispositivo incentivante più equilibrato nel marzo 2011, gli oneri legati al sostegno del settore fotovoltaico fino al 2020 saranno probabilmente superiori ai 2 miliardi di euro l’anno, ossia oltre lo 0,1% del Pil annuo, con un peso medio di 26 euro sulla bolletta annua dei clienti domestici_”.
Le cause dell’eccessivo innalzamento tariffario sono, secondo il rapporto del Cre, da valutarsi prendendo in considerazione vari aspetti: innanzitutto, l’energia solare nel mercato francese ha attecchito maggiormente rispetto alle altre fonti di energia alternativa, al punto che “_per il 2011, il fotovoltaico assorbirà il 29% delle tassazioni di servizio pubblico a differenza delle altre FER che invece non supereranno il 16%_”. Purtroppo, parallelamente a questa crescita di mercato, il regolatore energetico transalpino ha messo in luce un livello di perfomance energetica del solare instabile e piuttosto basso che di fatto ha contribuito ad un progressivo allontanamento di questo settore dalla possibilità di una *grid parity*: “_l’energia elettrica prodotta in Francia proviene per circa il 15% dai pannelli solari in silicio_” che assicurano, per loro stessa natura, una disponibilità energetica verso la rete di tipo “*intermittente”* anziché essere “*continuativa*”, poiché questo tipo di impianti in genere “_funziona di giorno e con il bel tempo_”.
Questa caratteristica, insieme ad altre tipiche del comparto fotovoltaico, “_pone dei problemi nella gestione dell’energia elettrica_” proprio perché – secondo la Cre – non fornirebbe le stesse “certezze” del nucleare, dell’idroelettrico, del gas o del carbone.

Un altro aspetto per valutare l’aumento delle tasse per l’elettricità da fotovoltaico, riguarda la “missione di servizio pubblico sull’energia elettrica” che impone ai grandi gestori energetici (EDF in primis) di “_comprare energia elettrica generata dai pannelli solari con i prezzi stabiliti dalle leggi di acquisto del mercato europeo_” e che hanno ripercussioni dirette sulle tasche degli stessi contribuenti. E’ stato rilevato che “_in 18 paesi europei, il prezzo di acquisto per l’energia elettrica prodotta da sistemi fotovoltaici ha avuto una regolazione media di 380 € per MWh nel 2009 (fonte: ERA), considerato un livello 6-7 volte più elevato dei prezzi di mercato all’ingrosso per l’energia elettrica_”.
I dati della Cre, che già a partire dal 2006 hanno avuto lo scopo di “allertare le autorità” per evitare lo sviluppo di eventuali bolle speculative nel settore del fotovoltaico porterebbero quindi a delle conclusioni evidenti: l’aumento delle tasse sull’elettricità ha uno stretto legame con l’incidenza delle problematiche legate al mercato dell’energia solare. Nonostante tutto, c’è anche da considerare che da qualche anno in Francia, l’aumento complessivo delle tariffe elettriche per i consumatori sia stato in larga misura una conseguenza dei finanziamenti utilizzati da EDF per investire nel comparto nucleare e nella rete elettrica che, ad oggi, hanno coperto la stragrande maggioranza della spesa pubblica. Molto più del fotovoltaico.