• Articolo , 20 aprile 2011
  • Rapporto Irex 2011: gli scenari della finanza nelle FER italiane

  • Presentato il nuovo rapporto di Althesys sulle energie rinnovabili che contiene l’analisi dei costi e dei benefici sulle energie rinnovabili italiane e la fotografia di un settore da 12 miliardi di investimenti in un solo anno

E’ stato presentato ieri, in occasione del convegno organizzato a Roma presso la sede del GSE, il Nuovo Rapporto IREX 2011 (Italian Renewable Index) a cura dalla società Althesys, specializzata nei settori strategici dell’ambiente e dell’energia a sostegno delle imprese e delle istituzioni.
Lo studio, già presentato a Milano lo scorso 15 Aprile, ha incentrato, (di fronte ai diversi rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle aziende di settore, delle associazioni, delle autorità e degli stakeholder), le sue osservazioni sugli aspetti della politica energetica italiana, grazie ad una “mappatura analitica” degli investimenti nel comparto nazionale delle energie rinnovabili che ha permesso di delineare le tendenze strategiche e finanziarie prevalenti, considerando il trend del triennio 2008-2010.
Lo scenario affiorato dai dati di Althesys, ha evidenziato, nel corso del convegno, una crescita esponenziale degli investimenti italiani nel settore fotovoltaico, sottolineando però, un’egemonia della filiera eolica per quanto riguarda le dimensioni degli impianti e i Megawatt di potenza installati, grazie anche alle manovre finanziarie delle aziende italiane all’estero.
Le analisi del Rapporto Irex sugli scenari legati ai meccanismi di incentivazione delle FER, hanno offerto lo spunto agli esperti settore per confrontarsi, nel corso dell’appuntamento, sulle stime in crescita degli incentivi alle rinnovabili finanziati attraverso le bollette per l’elettricità. Secondo Alberto Biancardi, commissario dell’Autorità Energia Elettrica e Gas – “se non ci fossero stati gli incrementi tariffari dovuti alle rinnovabili, l’incremento nelle bollette per le famiglie e per le imprese sarebbe stato inferiore all’1% ed invece è stato quasi pari al 4%
Quello che secondo me, – continua Biancardi – non ha funzionato, è il conto energia. Attraverso di esso è stato chiaro che non c’è uno strumento migliore dell’altro: aste, certificati etc, non hanno portato dal nostro punto di vista da nessuna parte. Si può anche scegliere una regola, però poi la si deve tenere stabile ed adeguare l’incentivo al costo in modo trasparente. A mio avviso non siamo riusciti a tenere fermi i limiti di quantità delle incentivazioni.”
Di parere diverso è stato Valerio Natalizia, presidente del Gifi: “Non sono completamente d’accordo sul fatto che il conto energia abbia fallito. Ha parzialmente fallito perché sono stati introdotti dei meccanismi, quali ad esempio il decreto “salva alcoa”. Dopodiché – aggiunge Natalizia – noi del Gifi siamo stati i primi a dire che il sistema di incentivazione con tariffe troppo alte non è salutare, al tempo stesso però gli incentivi servono ad accompagnare lo sviluppo del fotovoltaico e devono servire in misura tale da evitare distorsioni e speculazioni.”

*Il Rapporto IREX – Analisi degli investimenti* Quello che emerge dai dati del Rapporto IREX è la presentazione di un comparto, quello delle FER, in marcata crescita, nonostante la crisi economica e le incertezze ricorrenti nel quadro normativo nazionale.
“Abbiamo mappato” – sostiene Alessandro Marangoni (amministratore delegato di Althesys) – “solamente gli investimenti di taglio industriale, superiori al Megawatt in termini di dimensioni degli impianti da FER, e quello che emerge dalle nostre analisi è la bellezza di 12,3 miliardi di euro di investimenti nell’anno 2010 e 5165 Megawatt impiantati”. La prospettiva che Althesys suggerisce nel suo studio, è che questi investimenti – che equivalgono a quasi lo 0,4% del Pil italiano – risultano da 203 operazioni finanziarie, realizzate nel nostro paese e da imprese italiane all’estero. Di queste, circa la metà è costituita da investimenti in nuovi impianti o in nuovi progetti, un 20% circa da accordi di fornitura, e il restante 30% da operazioni esterne (join venture, accordi tecnologici, etc).
A realizzare questi interventi, sempre secondo Althesys, sono, per il 45% dei casi, imprese focalizzate sul settore delle rinnovabili (pure renewable) seguite dai player energetici tradizionali (circa 25%). “I dati dimostrano -continua Marangoni – quanto la presenza delle pure renewable, già a partire dal 2008 e fino a tutto il 2010, sia continuata a crescere insieme ad una partecipazione sempre più consistente degli operatori energetici tradizionali e conferma il consolidamento di un settore –quello delle rinnovabili – sempre più orientato verso uno sviluppo a carattere industriale piuttosto che di puri investimenti finanziari”.

*Analisi costi-benefici* Un altro importante aspetto del Rapporto IREX, è la parte relativa all’analisi costi-benefici, in cui viene tracciata una linea di bilancio sui costi dello sviluppo delle rinnovabili in Italia e sui benefici di una simile crescita.
L’analisi è programmata attraverso delle ipotesi fino all’anno 2020 – data di scadenza degli obiettivi del pacchetto Energia-clima dell’Ue – e prevede due possibili scenari di crescita:
1) Lo scenario di Business As Usual (BAU) – basato sostanzialmente sullo stesso PAN (Piano d’Azione Nazionale)
2) Lo scenario di Sviluppo Accelerato (ADP) – che si basa sul potenziale italiano.
I dati mostrano che, nello sviluppo delle FER al 2020, il saldo netto positivo per l’Italia è stimato tra 24,2 e 32,3 miliardi di euro, in aumento rispetto ai calcoli del 2010.
Inoltre, la spesa per gli incentivi (ipotizzati in calo fino ad azzerarsi con la grid parity al 2020 nello scenario BAU) è più che bilanciata dai numerosi benefici: aumento di occupazione e indotto, ricadute sul Pil, diminuzione delle emissioni e minor dipendenza energetica.

*Efficienza energetica* Le analisi condotte da Altesys, producono infine dei dati interessanti per quanto riguarda il comparto dell’ efficienza energetica, che non sembra essere stata, fino ad oggi, al centro delle politiche energetiche italiane.
Lo studio in questo quadro, è stato inteso prevalentemente come programma di sviluppo delle FER, proprio in virtù della stretta connessione che intercorre tra un’attuazione delle politiche di efficienza ed un maggiore o minore investimento finanziario rivolto alle energie rinnovabili.
Secondo Altesys, l’efficienza energetica non rientra in modo diretto negli obiettivi previsti dalla Direttiva 20-20-20, tuttavia con l’assenza di un’adeguata politica di efficienza (e di uso razionale dell’energia) verrebbe ad imporsi, in ultima analisi, una spesa ancora maggiore per l’installazione di ulteriore potenza nelle rinnovabili, (da 1,6 Gigawatt – con efficienza a 8,2 GW – senza efficienza), rispetto a quanto già previsto dal PAN al 2020. Ciò comporterebbe quindi, una maggior spesa per incentivi attesi tra i 14,2 e i 24,4 miliardi di euro.
Anche secondo Paolo Frankl, responsabile del settore Rinnovabili dell’IEA (International Energy Agency) – “l’efficienza energetica e l’uso razionale dell’energia è assolutamente la prima cosa a cui fare riferimento. La prima buona politica a favore delle FER è guardare anche nel contesto dell’efficienza energetica.”