• Articolo , 21 febbraio 2008
  • Reggio Emilia: risparmio energetico nell’edilizia

  • L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha attivato una serie di incentivi e regolamenti al fine di promuovere un’edilizia a maggiore efficienza energetica, favorire l’uso di fonti rinnovabili e consentire rasparmi economici alle famiglie. Tali novità sono state presentate oggi, in una conferenza stampa, dall’assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata Ugo Ferrari; dalla dirigente del servizio Edilizia […]

L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha attivato una serie di incentivi e regolamenti al fine di promuovere un’edilizia a maggiore efficienza energetica, favorire l’uso di fonti rinnovabili e consentire rasparmi economici alle famiglie. Tali novità sono state presentate oggi, in una conferenza stampa, dall’assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata Ugo Ferrari; dalla dirigente del servizio Edilizia privata, Angela Calzolari e dal responsabile dello Sportello Ecoabita del Comune di Reggio, Alex Lambruschi.
Riguardo agli edifici esistenti – oltre alle indicazioni della legge Finanziaria, che consente di recuperare il 55 per cento delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli immobili, attraverso il rimborso fiscale sulla dichiarazione dei redditi – il Comune di Reggio ha promosso un Bando pubblico per la concessione di contributi per opere di isolamento delle superfici verticali e sostituzione di vetri semplici con doppi e tripli vetri e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.
Il contributo iniziale messo a disposizione dell’Amministrazione comunale, che opera in sintonia con gli incentivi introdotti dalla legge Finanziaria, è pari a 60mila euro e arriverà a coprire fino al 15 per cento del costo complessivo degli interventi promossi. Per ottenere il contributo è necessario presentare, entro il 14 aprile prossimo, la medesima documentazione richiesta per il 55 per cento previsto dalla legge Finanziaria. La combinazione dei due incentivi consentirà infatti ai richiedenti di sommare le agevolazioni e ottenere così un notevole risparmio sui costi dell’intervento. Per ogni informazione al riguardo, il Comune di Reggio ha attivato lo Sportello informativo Ecoabita, all’interno del servizio Edilizia privata (Info: 0522-456689 e Ecoabita). “Oltre alle nuove edificazioni, la sfida per il futuro sul versante dell’efficienza e del risparmio energetico – dice l’assessore comunale all’Urbanistica ed Edilizia Ugo Ferrari – è rappresentata dalla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare di quegli edifici, corrispondenti ad oltre l’80 per cento del totale, risalenti a prima del 1990 e dunque prima dell’entrata in vigore della legge 10. Per questo il Comune di Reggio ha definito un bando pubblico per l’erogazione di incentivi economici, come una delle azioni più innovative e significative rivolte al settore, per attivare realmente un mercato edilizio di maggiore qualità. Reggio eccelle in Italia per queste iniziative al punto che una delle vocazioni qualificanti del futuro Tecnopolo in area Reggiane potrà essere la ‘domotica’, lo studio delle tecnologie più avanzate applicate all’abitare. Ciò dev’essere motivo d’orgoglio per tutta la comunità”.
Per quanto concerne invece le nuove costruzioni, sono perciò in vigore da quest’anno le modifiche apportate alle Norme tecniche di attuazione al Piano regolatore, che permettono di usufruire di incentivi edilizi, economici e di merito nel caso di edifici, che si dotano della Certificazione energetica Ecoabita. Questo attestato viene rilasciato dal Comune a quegli edifici che consumano almeno il 30 per cento in meno rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente, attuano una significativa riduzione del consumo di acqua potabile, risparmiano e si dotano di fonti energetiche rinnovabili. Fra gli incentivi previsti in questo ambito, la possibilità di minori oneri di urbanizzazione (scomputo degli oneri di urbanizzazione) e l’implementazione di superfici utili rispetto alle superfici di piano. Non solo: se applicate correttamente, le soluzioni progettuali per il risparmio energetico possono consentire risparmi eccezionali, per tutta la vita dell’edificio, ad esempio da 150 a 20 chilowatt all’ora. In base al livello delle soluzioni ecologiche adottate, gli edifici saranno classificati nelle fasce A1+, A1, B e C.
“Le novità introdotte con la modifica alle Norme tecniche di attuazione – sottolinea l’assessore Ferrari – determinano una rivoluzione energetica nel settore edilizio. Basti pensare che le nuove abitazioni a Reggio Emilia consumeranno il 60 per cento in meno e produrranno il 46 per cento in meno di Co2 rispetto ad una edilizia tradizionale”.

*Progetto Ecoabita*
Ecoabita è un progetto di certificazione energetica degli edifici, nato nel 2005, da un protocollo di intesa fra Regione Emilia Romagna, Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio, Comune di Bagnolo in Piano ed Acer Reggio Emilia. In questi anni, al lavoro svolto, hanno partecipato e contribuito: il ministero dello Sviluppo economico; le Università di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; il Tai (Tavolo provinciale delle imprese), le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali. Ad oggi aderiscono al progetto oltre 32 Comuni della Provincia di Reggio e una decina di altri Enti della Regione Emilia Romagna.
Ecoabita promuove un mercato edilizio ad alta efficienza energetica, fatto di edifici che consumano il 60 per cento in meno di energia e producono il 46 per cento in meno di emissioni di Co2, rispetto a un’edilizia tradizionale. Il certificato Ecoabita è stato riconosciuto dal Ministero come sostituivo dell’attestato di qualificazione energetica ai fini della compravendita degli immobili e per l’ottenimento dei contributi previsti dalla legge Finanziaria sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, con notevoli sgravi economici e burocratici per i cittadini e i professionisti. Le linee guida di attuazione del progetto Ecoabita sono state validate da un Ente di certificazione terzo (Bureau Veritas) anche ai fini della verifica delle procedure di quantificazione delle riduzioni delle emissioni di Co2, derivanti dall’applicazione del progetto stesso, ai sensi dei più significativi standard internazionali oggi impiegati. Ecoabita costituisce il primo caso nazionale di applicazione di tali standard ad un progetto di certificazione energetica degli edifici.
Nel solo mese di gennaio, oltre 180 unità immobiliari nel Comune capoluogo, e altrettante nel resto della Provincia, hanno richiesto la certificazione Ecoabita.
Grazie alla collaborazione attivata con le Università ed Enti di formazione locali sono stati avviati corsi di formazione e perfezionamento in certificazione energetica degli edifici – di 120 ore ciascuno – valicati dalla Regione Emilia Romagna, a cui hanno partecipato oltre 300 professionisti. Il Comune e la Provincia di Reggio Emilia hanno stanziato nel 2008 fino a 260.000 euro di contributi in conto capitale (che operano in sintonia con gli incentivi del 55 per cento introdotti dalla Finanziaria) per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (corrispondenti a circa il 15 per cento del costo complessivo degli interventi promossi). Il Bando consentirà, inoltre, grazie alla collaborazione con Enìa energia, di attivare i meccanismi legati ai certificati bianchi, il cui controvalore economico, verrà interamente reinvestito in un nuovo contributo pubblico per la ristrutturazione energetica dell’esistente.
Il progetto Ecoabita ha vinto il primo premio ad Enti locali per Kyoto 2006 nella categoria Qualità e innovazione ambientale nelle Amministrazioni pubbliche per ridurre l’effetto serra e migliorare l’efficienza d’uso delle risorse.

*Le sinergie*
Dal progetto Ecoabita è nata l’idea di Ecocasa, una fiera specializzata sui temi dell’efficienza energetica nel settore abitativo, quest’anno alla sua seconda edizione (dal 28 febbraio al 2 marzo a Reggio), che ha contato, nel 2007, oltre 14.000 presenze. Sono stati inoltre promossi parternariati con Enìa energia (per l’attivazione dei meccanismi legati ai titoli di efficienza energetica), con Andil (per la certificazione dei consumi estivi degli edifici) e con Minergie, il più importante progetto europeo di certificazione di qualità degli edifici, per la consulenza ai docenti dei corsi di formazione. Il progetto Ecoabita ha quindi contribuito a introdurre una nuova cultura dell’abitare, a partire dalla sfida della sostenibilità ambientale come scommessa obbligata per il futuro, in grado di produrre nuovi mestieri, innovazione, ricerca e non certo come sguardo nostalgico sul passato. Per consolidare i risultati ottenuti fino ad oggi e soprattutto per offrire nuovi servizi agli Enti aderenti e ai soggetti che a vario titolo sono coinvolti nel processo di certificazione (progettisti, imprese, committenti, cittadini, associazioni), sarà fondamentale, nel futuro, dotare il progetto di una struttura in grado di assolvere a funzioni complesse non più demandabili ai soli soggetti pubblici promotori. Tale struttura dovrà avvalersi del contributo in termini di know how ed esperienza dei maggiori soggetti pubblici e privati presenti sul territorio e da tempo impegnati sui temi dell’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili: oltre a quelli già citati, un ruolo importante potrà essere assunto da Enia energia. L’ambizione deve essere infatti quella di costituire sul territorio un vero e proprio polo tecnologico sui temi dell’edilizia e delle costruzioni.