• Articolo , 26 gennaio 2011
  • Reggio: rifiuti agricoli sotto controllo

  • La Provincia di Reggio Emilia, le associazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori, Legacoop, Iren e Sabar, con la collaborazione tecnica del Consorzio fitosanitario provinciale, hanno sottoscritto un nuovo accordo di programma per rinnovare il sistema di gestione dei rifiuti agricoli. Obiettivo, favorire la raccolta differenziata, il recupero e il corretto smaltimento dei rifiuti […]

La Provincia di Reggio Emilia, le associazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori, Legacoop, Iren e Sabar, con la collaborazione tecnica del Consorzio fitosanitario provinciale, hanno sottoscritto un nuovo accordo di programma per rinnovare il sistema di gestione dei rifiuti agricoli. Obiettivo, favorire la raccolta differenziata, il recupero e il corretto smaltimento dei rifiuti agricoli, semplificando al tempo stesso gli adempimenti a carico dei produttori agricoli e aumentando l’efficacia dei controlli.

L’accordo riguarda alcune tipologie di rifiuti “speciali pericolosi” (oli esausti, filtri, rifiuti agrochimici, neon) e di rifiuti “speciali non pericolosi” (imballaggi e contenitori di varia natura, piccole batterie, teli di pacciamatura). L’intesa prevede sia un servizio a chiamata, sia il conferimento diretto presso gli impianti fissi autorizzati (uno a Reggio Emilia e l’altro a Novellara) o presso un nuovo impianto mobile, che sarà attivo – dal prossimo mese di aprile – a rotazione nei 37 Comuni dove il servizio rifiuti è gestito da Iren.

Presentando l’accordo, la Provincia lamenta la scelta governativa di ridurre per il 2011 i benefici derivanti dall’alleggerimento delle pratiche amministrative. Con il decreto legge 205/2010, ha sottolineato infatti l’assessore all’Ambiente Mirko Tutino, aumentano le pratiche amministrative necessarie per smaltire i rifiuti speciali, non tenendo conto di territori “virtuosi” come quello reggiano dove (grazie anche all’accordo sottoscritto con la Provincia stessa) i quantativi di rifiuti agricoli trattati toccano le 1.700 tonnellate nell’ultimo triennio.