• Articolo , 24 ottobre 2008
  • Regione Lazio leader nella burocrazia “verde”

  • Il nemico più subdolo per lo sviluppo delle rinnovabili nel nostro paese, non è tanto il loro costo, ben prevedibile prima dell’istallazione, ma la burocrazia che spesso appesantisce l’iter realizzativo e non sempre è chiara fin dall’inizio. La Regione Lazio si sta organizzando con un procedimento snello di Autorizzazione Unica

La Regione Lazio in questi ultimi due anni ha intrapreso la sfida della semplificazione burocratica del sistema delle autorizzazioni degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Si è iniziato con la Legge finanziaria regionale per l’anno 2008 che ha definitivamente semplificato e liberalizzato gli impianti solari termici fino a 30 mq, fotovoltaici fino a 20 kW posti sopra le coperture degli edifici, ed eolici fino a 5 kW, considerati oggi come “attività libera” ai sensi della normativa edilizia e pertanto esenti dalla Dichiarazione di Inizio Attività (DIA).
La grande richiesta di processi autorizzativi snelli, veloci e chiari da parte delle imprese e dei grandi investitori internazionali, ha poi spinto a definire un sistema di regole regionali sull’Autorizzazione unica ex art 12 del Dlsg 387 del 2003.

Di qui la Delibera di Giunta Regionale n. 517 del luglio 2008, pubblicata sul BURL ai primi del mese di ottobre, che ha aggiunto il Lazio nella lista delle regioni che, in attesa e nell’assenza di Linee guida nazionali, hanno normato la materia a livello regionale.

Le caratteristiche delle Linee guida approvate possono così sintetizzarsi:

# Semplificazione delle fasi del processo: il processo autorizzativo viene chiaramente definito nelle sue varie fasi, nei soggetti coinvolti, nei documenti necessari al suo svolgimento. In particolare, le Linee guida individuano 5 fasi che vanno dalla presentazione della domanda, apertura della Conferenza di servizi, oggi gestita dalle Province, procedura di Screening, valutazione della documentazione infine il rilascio / diniego dell’Autorizzazione. Vengono poi elencati con chiarezza i documenti da produrre e gli Enti pubblici da coinvolgere nel processo autorizzativo.

# Chiarezza nei tempi di rilascio dell’autorizzazione. Quello della tempistica era uno dei principali problemi posti dagli operatore del settore. Le linee guida, nel rispetto del D.lgs 387, individuano in 180 giorni i tempi del rilascio il cui rispetto dovrebbe essere garantito dal fatto che lo Screening Via, vero nodo del processo autorizzativo, viene qualificato come “endoprocedimento” quindi da svolgersi nell’ambito dei 180 giorni complessivi previsti.

# Semplificazione degli impianti fotovoltaici posti in aree industriali e sopra le coperture degli edifici. Il gran numero di richieste autorizzative in area agricola, ha spinto la Regione a individuare strumenti volti a orientare il mercato fotovoltaico verso le aree industriali e verso le coperture degli edifici, sia agricoli che industriali. Di qui l’esenzione dall’AU degli impianti posti sopra le coperture di manufatti a destinazione agricola e industriale e all’interno delle aree classificate come zona D (industriale) dai piani urbanistici, senza alcun vincolo o limite di dimensioni. I primi dati a disposizione dimostrano l’apprezzamento da parte degli investitori di questa soluzione.

# Semplificazione degli impianti volti all’autoconsumo nelle aree agricole. La Delibera prevede l’esenzione dalla AU degli impianti fotovoltaici realizzati in are agricola fino a 200 Kwp. L’obiettivo è quello di rendere più semplice la realizzazione di impianti miranti ad assicurare l’autonomia energetica delle tante aziende agricole presenti sul territorio regionale. Per evitare aggiramenti della norma, tipo impianto da 1 MWp suddiviso in 5 impianti da 200, le Linee prevedono un meccanismo anti elusivo e cioè la distanza di almeno 2 km l’uno dall’altro di tali impianti, a meno che non optino per il principio dello “scambio sul posto”.

# Particolare attenzione all’impatto ambientale degli impianti. Per gli impianti fotovoltaici a terra si obbligano gli operatori all’adozione di scelte progettuali che non prevedano ancoraggi in muratura della struttura di sostegno dei pannelli. L’obiettivo è garantire un rapido e semplice smaltimento degli impianti al termine del loro ciclo di vita. Inoltre, si prevedono una serie di criteri volti a massimizzare le economie di scala, con particolare riferimento ai punti di connessione con la rete elettrica e a coinvolgere le comunità locali che vivono sui territori oggetto dell’intervento.

I primi dati a disposizione sembrano delineare una buona risposta da parte degli operatori del settore che sembrano vedere sempre di più nel Lazio un territorio dove investire in impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile.

Ai primi di ottobre, gli uffici regionali preposti alla valutazione di impatto ambientale avevano autorizzato 70 Mw di impianti eolici mentre sono giunte richieste autorizzative solo in questi ultimi mesi di oltre 120 Mw. Dati confortanti anche per il solare fotovoltaico, con oltre 50 Mw autorizzati negli ultimi mesi ed altrettanti in attesa di autorizzazione.

Ciò significa in concreto la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro, lo stimolo alla nascita di nuove imprese di settore, la possibilità per le Amministrazioni locali di reperire nuove risorse per le loro funzioni. Benefici che un sistema di regole certe, semplici ed efficaci non potrà che agevolare e incentivare.