• Articolo , 11 marzo 2010
  • Regioni, direttori d’orchestra dello sviluppo sostenibile

  • Un invito rivolto a tutti i candidati Presidenti alle prossime elezioni affinché le nuove giunte regionali facciano dei propri territori una realtà sostenibile

(Rinnovabili.it) – Gli enti regionali hanno le competenze e le potenzialità atte ad indirizzare il modo di agire, di produrre e di consumare verso un percorso nuovo, più attento alle esigenze del territorio ed ai canoni della sostenibilità. E credendo fortemente in ciò Agenda 21 lancia una proposta a tutti i candidati Presidenti alle prossime elezioni: fare della Regione un “direttore d’orchestra dello sviluppo sostenibile”, con l’obiettivo d’ottenere un impegno da parte dei nuovi eletti fatto di integrazione tra competenze strategiche e tecniche settoriali. Solo così, spiega Agenda 21, si può rafforzare l’efficacia delle politiche pubbliche, mobilitando nel contempo tutti i portatori di interesse del territorio tra i quali gli enti locali, le imprese, il mondo dell’associazionismo, gli istituti di istruzione e i centri di ricerca, ed aumentando il coinvolgimento dei giovani per riavvicinarli all’azione pubblica.
Un agire trasversale che contempla anche le nuove tecnologie e la messa in campo, nelle fasi di programmazione e pianificazione, del metodo della partecipazione.
“Attualmente – si legge nell’appello – molte Regioni Italiane sono impegnate sui temi dello sviluppo sostenibile, ma i livelli di attuazione restano disomogenei e spesso non all’altezza della sfida che la crisi economica o lo stato di salute del pianeta esigono”.
Per tale motivo, spiega Emanuele Burgin, presidente di Agenda 21, “fra le richieste c’è prima di tutto l’approvazione di una strategia regionale per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile all’interno della quale porre l’obiettivo di una politica energetica virtuosa che porti le comunità locali oltre gli obiettivi del 20+20-20 dell’Unione Europea, coerentemente con il ‘Patto dei Sindaci’. Ciò comporterebbe contestualmente l’intervento nei settori dell’urbanistica, dell’edilizia, della formazione professionale, della gestione del patrimonio culturale e naturale, dell’istruzione, della ricerca e della comunicazione”.