• Articolo , 18 marzo 2011
  • Renewable Heat Incentive, l’EPUK consiglia di rivedere la strategia

  • Dall’EPUK la manifesta preoccupazione che incentivare lo sviluppo di calore da biomassa possa nuocere alla salubrità dell’aria, soprattutto nelle aree urbanizzate. Da qui l’invito affinchè il governo valuti a fondo pro e contro dell’HRI

(Rinnovabili.it) – Preoccupazione dall’Environmental Protection UK (EPUK) per gli incentivi che il governo ha messo a disposizione del settore per la produzione di _calore rinnovabile_ annunciando che a tale manovra potrebbe collegarsi il possibile aumento dell’inquinamento dell’aria, soprattutto nelle aree urbane.
Di recente il governo britannico ha dato il via ad un sistema di aiuti che punta allo sviluppo della generazione di calore stimolando la produzione da fonti non fossili ancora non completamente sfruttate sul territorio, progetto che ha dato il via alla revisione dei programmi di incentivazione e che lo scorso 10 marzo ha portato all’approvazione dello schema da 860 milioni di sterline, unico nel suo genere, battezzato “*Renewable Heat Incentive*”:http://www.rinnovabili.it/gran-bretagna-un-nuovo-impegno-sul-calore-rinnovabile-403918 (RHI), con lo scopo di aiutare le famiglie britanniche ad acquistare pompe di calore geotermiche, pannelli solari termici e caldaie a biomasse.
Ed è proprio la biomassa ad aver allarmato l’Agenzia, convinta che la combustione rilascerà nell’atmosfera un livello tale di anidride carbonica ed inquinanti da mettere in pericolo la salute dei cittadini contribuendo all’aumento dei decessi prematuri per patologie legate all’insalubrità dell’aria. Da questa convinzione il suggerimento indirizzato al governo affinché commissioni a chi di competenza una valutazione più specifica delle conseguenze di un aumento della combustione di biomassa.
“La RHI evidenzia la necessità di un ripensamento del Governo per ciò che concerne la strategia di microcogenerazione” ha commentato il presidente della EPUK James Grugeon. “È un passo nella giusta direzione, ma questo approccio generale per l’installazione di energie rinnovabili mostra c’è una mancanza di comprensione sugli impatti sanitari locali che si potrebbero verificare e sulle aree dove tali dispositivi potrebbero lavorare al meglio.”