• Articolo , 15 marzo 2011
  • Ricerca, Cavalli: parte il progetto ‘VeLiCa’

  • Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Università e Ricerca Alberto Cavalli ha presieduto l’incontro con cui è partito ufficialmente il Progetto VeLiCa (Vegetali Lino Canapa), che si propone di reintrodurre in Lombardia alcune colture tradizionali quali canapa e lino valorizzandoli e rendendoli produttivi. E’ uno degli undici progetti sostenuti da Regione Lombardia […]

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Università e Ricerca Alberto Cavalli ha presieduto l’incontro con cui è partito ufficialmente il Progetto VeLiCa (Vegetali Lino Canapa), che si propone di reintrodurre in Lombardia alcune colture tradizionali quali canapa e lino valorizzandoli e rendendoli produttivi.

E’ uno degli undici progetti sostenuti da Regione Lombardia in attuazione del bando accordi istituzionali, lanciato nel 2009, e finanziato nel 2010 con 27 milioni di euro. “Abbiamo accolto 11 progetti sui 18 presentati – ha sottolineato Cavalli – e stimiamo che questi possano generare investimenti per 63 milioni di euro. Regione Lombardia è la prima in Italia, per investimenti, sul fronte della ricerca, come dimostra anche la forte sinergia con il Ministero per l’Università e la Ricerca che, lo scorso anno, ha siglato con noi un Accordo di Programma per 120 milioni di euro da destinare a questo settore”.

In particolare, il programma di Ricerca e Sviluppo ‘VeLiCa’ ha l’obiettivo di rendere nuovamente remunerativa la coltivazione delle due piante attraverso l’uso razionale di tutti i bio-prodotti da esse ottenibili: olio e proteine dai semi, fibra, cellulosa e lignina dai fusti. Per ottenere risultati significativi saranno selezionate le varietà più adatte e produttive sul territorio lombardo.

L’olio sarà utilizzato per la sintesi di prodotti industriali quali biodiesel, lubrificanti biodegradabili, intermedi per la sintesi di poliuretani, polimeri biocompatibili e oli omega-3 e omega-6 da utilizzare in nutraceutica (la disciplina che ha per scopo lo studio delle proprietà combinate nutritive e farmaceutiche degli alimenti).

La fibra sarà utilizzata in formulazioni di compositi da utilizzare in imballaggi più leggeri e resistenti di quelli attualmente in uso per il settore ortofrutticolo.

La parte più innovativa del progetto è però rappresentata dallo sfruttamento di tutti i residui di queste due lavorazioni, mentre il glicerolo, residuo della produzione di biodiesel e biolubrificanti, verrà utilizzato nella sintesi di polimeri utilizzati per il rilascio controllato di farmaci. Il progetto ‘VeLiCa’ ha un costo di 5 milioni di euro, la metà dei quali finanziati da Regione Lombardia. Coinvolgerà in due anni 70 persone, 15 delle quali in formazione per 24 mesi.

Sarà realizzato utilizzando campi sperimentali in provincia di Bergamo e in provincia di Mantova, presso i laboratori dell’area CNR di Milano (ISMAC-Istituto per lo Studio delle Macromolecole, IBBA-Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria e ICRM-Istituto di Chimica del Riconoscimento Molecolare), di Ismac a Biella e Genova, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie molecolari (ISTM) presso l’Università di Milano e presso Tecnoparco a Verbania, dell’Università di Milano, dell’Università di Pavia e dell’Università di Genova. Alla presentazione del progetto sono intervenuti, tra gli altri, anche Luigi Rossi Bernardi e Vico Valassi, consiglieri di amministrazione del Consiglio Nazionale Ricerche.