• Articolo , 28 maggio 2008
  • Ricetta Scajola: incentivi economici contro il “disagio psicologico” da centrale nucleare

  • Il ministro spiega come far diventare un vantaggio economico, l’eventualità di vivere gomito a gomito con una centrale nucleare, superando quello che lui stesso definisce un “disagio psicologico”

“Un cittadino, nei territori dove ci saranno queste centrali nucleari, dovrà pagare l’energia molto, molto meno degli altri”. E’ la semplice, ma chiarissima idea del ministro Claudio Scajola, per aggirare le eventuali opposizioni locali che dovessero, casomai, manifestarsi all’insediamento di centrali nucleari.
E aggiunge: “Dobbiamo far capire, con una campagna molto seria e non ideologicamente preconcetta, la necessità di fare energia in questo paese e di salvaguardare l’ambiente – e continua – L’unico strumento che faccia energia a basso costo e che non faccia emissioni di CO2 nell’atmosfera è il nucleare. Un ambientalista avveduto, colto direi, non può che essere d’accordo”.
Così ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico.
E spiega che per convincere gli italiani a dire sì al nucleare, “faremo una cosa sostanziale: chi avrà il disagio psicologico, ed è solo psicologico perché diventerà un affare, i cittadini del territorio che ospiterà centrali, avranno grandi benefici”. Il meccanismo è facile: “Laddove c’è un impianto di energia nucleare, che darà lavoro e quindi produrrà ricchezza, ma crea un disturbo psicologico”, chi abita in quel territorio “dovrà essere premiato”. Però, sottolinea il ministro dello Sviluppo economico, “non si dovrà premiare soltanto la comunità locale, il comune o la provincia, che sicuramente dovranno aver delle royalties per meglio svolgere i loro compiti amministrativi, dobbiamo andare direttamente sul cittadino”.
Ma Scajola vuole essere ancora più chiaro, “Un cittadino, nei territori dove ci saranno queste centrali, dovrà pagare l’energia molto, molto meno degli altri, bollette più leggere- conclude il ministro – questo permetterà di avere una maggiore condivisione e un maggiore interesse ad avere le centrali nel territorio”.