• Articolo , 10 giugno 2010
  • Riciclo e micro-cogenerazione, ovvero come fare di necessità virtù

  • Nasce a Cassano delle Murge (BA) un innovativo progetto che coniuga la produzione energetica e il ciclo virtuoso dei rifiuti, realizzati attraverso percorsi di cittadinanza attiva. Nella convinzione che qualunque tecnologia, se pur economicamente valida, perde il suo valore quando non è condivisa.

Ecologia, economia, equità sociale: sono le “tre e” alla base dello sviluppo sostenibile spesso liquidate come impraticabili, soprattutto in una fase di crisi come quella che ci troviamo ad attraversare.
Il _«paradigma delle tre E»_ è invece diventato una concreta opportunità imprenditoriale per Geopolis Energie, giovane società pugliese che sviluppa sistemi di produzione di energia strettamente integrati nei cicli naturali e antropologici del territorio che le ospita.
“Tecnologie a basso impatto ambientale e sociale” : questa la formula innovativa proposta da “Geopolis Energie”:http://www.geopolisenergie.com attraverso attente analisi ambientali, formazione e coinvolgimento delle comunità. Tale idea-guida gli ha valso la selezione nell’ambito del programma regionale “Principi Attivi” di cui abbiamo parlato in precedenza.
La novità metodologica proposta interessa sia il campo della ricerca tecnica rispetto alla valorizzazione di nuove e diverse forme di energia alternativa, ma anche l’approccio con cui essa si relaziona con i cittadini e le amministrazioni locali.
La ricerca tecnologica di soluzioni sostenibili asseconda infatti le attività di cittadinanza attiva riconsiderando il ruolo dell’energia nella società e indirizzandosi su impianti che utilizzano le fonti rinnovabili, con la scelta prioritaria di ricorrere alla micro-produzione.

In particolare il primo ambito di studio riguarda l’utilizzo dei rifiuti per la produzione di energia.
La necessità di un corretto e compatibile smaltimento della frazione umida dei rifiuti a livello locale, sia di origine domestica che industriale, ha spinto la ricerca verso soluzioni tecnologiche come la _micro cogenerazione diffusa_ da biogas, prodotto da rifiuti solidi urbani, con i seguenti vantaggi:
* produzione di energia elettrica e termica;
* maggiore disponibilità di energia a livello locale;
* promozione di reti locali per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
* riduzione di emissioni di gas responsabili dell’effetto serra (tra i quali metano, diossido di azoto, ecc.)
* riduzione della richiesta di combustibili fossili;
* riduzione della quantità dei rifiuti in discarica;
* consapevolezza delle comunità sulle problematiche ambientali e energetiche;
* incremento di utilizzo di fertilizzanti naturali a discapito di quelli chimici;
* benefici economici e occupazionali.

Le potenze installabili partono dai pochi kW fino ad un massimo di 1 MW elettrico e rispondono ottimamente alle esigenze di elettricità e di calore delle piccole e medie comunità.
Infatti l’utilizzo di sistemi di micro-cogenerazione, direttamente in loco consente:
* l’incremento dei rendimenti dei sistemi di produzione di energia pari a circa 90%;
* il risparmio di energia primaria, dell’ordine del 35÷40%;
* l’abbattimento delle perdite di distribuzione calore e energia elettrica (produzione di bassa tensione);
* la minore realizzazione d’infrastrutture per la distribuzione dell’energia elettrica e termica.

Dal punto di vista ambientale un impianto di cogenerazione alimentato a metano permette un risparmio di CO2 pari a 450 grammi per ogni kWh prodotto, rispetto alla tradizionale produzione distinta di energia elettrica ed energia termica. In questo caso la convenienza ambientale aumenta poiché si utilizza come combustibile il biogas prodotto da FORSU (Frazione Organica Residui Solidi Urbani).

A queste valutazioni si affianca l’intervento sul territorio che propone di superare il tradizionale metodo DAD (Decidi, Annuncia, Difendi) attuato dagli amministratori in talune opere pubbliche per evitare i conflitti con le comunità.
Frequentemente i cittadini, sempre più consapevoli del loro ruolo nei processi decisionali, impediscono o ritardano la realizzazione di progetti di vario tipo. Secondo il noto atteggiamento NIMBY (Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) che riconosce come necessarie, o comunque possibili, le opere ma, contemporaneamente, non le vuole nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.
La metodologia attuata da Geopolis Energie esclude l’elaborazione di un progetto “a tavolino” e prevede: la definizione di un progetto di massima, la sua presentazione alla comunità, la discussione attraverso gruppi di lavoro con i cittadini, la ridefinizione del progetto sulla base dei suggerimenti emersi e quindi la stesura del progetto finale.

In particolare questo modello è stato applicato nello studio di fattibilità per Cassano delle Murge, comune di circa 13000 abitanti in provincia di Bari.
La partnership dell’amministrazione e le peculiarità in termini di numero di abitanti, abitudini, colture, ecc. hanno permesso alla società di sviluppare un vero progetto-pilota, facilmente replicabile in altre comunità simili.
Al centro della fattibilità tecnica dell’impianto è stato considerato il territorio, la comunità che lo abita e lo stretto legame tra le due entità: non si è voluto dimensionare un processo industriale il cui scopo fosse quello di produrre più energia (e quindi profitto) possibile.
Il progetto dell’impianto di smaltimento e produzione di biogas ha avuto come dati di partenza la produzione locale di FORSU, inserendosi nei cicli naturali del territorio e quindi escludendo gli impianti di grossa taglia, che a causa del trasporto della biomassa, della produzione di biogas e della sua conseguente combustione immettono in ambiente CO2 in alte concentrazioni.
A questo si aggiungono le problematiche legate all’inquinamento visivo e acustico che un grosso impianto può arrecare ad un paese dalla ricchezza naturalistica unica, tanto da far parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

L’attenta analisi di pre-fattibilità ambientale ha studiato il territorio, i vincoli paesaggistici e urbanistici, fino a individuare il lotto ottimale per l’impianto. A questa si è affiancato lo studio sull’effettiva disponibilità della FORSU, scegliendo di integrare la produzione stimata (circa 1.700 t/anno) con altri materiali organici, come ad esempio i liquami zootecnici.
Con questi dati si è dimensionato il volume utile del digestore e la potenza dell’unità di cogenerazione, che produrrà energia elettrica pari a 121.204 kWeh e energia termica pari a 197.754 kWth.
La parte “operativa” dell’impianto occuperà solo 500 mq del lotto con il pre-digestore, il digestore, il post-digestore, l’unità di cogenerazione da 50 kW e un magazzino di stoccaggio del compost.
La restante parte del lotto sarà impegnata da aree di movimentazione, di servizi e uno spazio espositivo/didattico. Il tutto completato dalle zone per le colture energetiche (girasoli, mais, ecc.) e arbusti, per futuri eventuali ampliamenti dell’impianto.

Il raggiungimento degli obiettivi di natura tecnica non trascura la strutturazione di un percorso pedagogico sullo stato di avanzamento del progetto, ispirato ai diversi modelli di cittadinanza attiva. In relazione allo studio di fattibilità Geopolis Energie ha ritenuto utile, tra i diversi strumenti partecipativi, concentrarsi sull’utilizzo del Focus Group.
In particolare si sono organizzati quattro diversi incontri, in cui sono stati inviatati a partecipare i cittadini di età tra i 17 e 80 anni, cercando di raggruppare insieme le fasce più giovani e creando due gruppi eterogenei di adulti. Gli incontri sono stati strutturati in due momenti distinti:
* il primo con l’obiettivo di attivare un confronto sugli aspetti positivi e negativi connessi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti organici nel comune (anche al fine di far emergere suggerimenti per azioni migliorative);
* il secondo finalizzato a presentare le potenzialità del mini-impianto e ad avviare un confronto sulle questioni “critiche” da affrontare per far sì che tale impianto sia più facilmente accolto dalla popolazione locale, in quanto più vicino alle loro esigenze e aspettative.

Dai Focus Group è emerso vivo il desiderio dei cittadini di poter dare il proprio contributo su questioni che possono contribuire ad un sostanziale miglioramento della condizione socio-economica del territorio.
Questa considerazione emerge anche dalla continua richiesta che i partecipanti agli incontri hanno avanzato rispetto alla necessità di informare e formare la cittadinanza sulle tematiche oggetto dello studio.
L’attività dei Focus Group è stata accompagnata da un incontro pubblico, in cui la società ha presentato il progetto e diffuso un questionario con l’obiettivo di conoscere le abitudini dei cittadini in merito alla pratica della raccolta differenziata. Il questionario è stato proposto alle scuole del paese, poi diffuso tramite i quotidiani on-line locali e i risultati sono consultabili sul sito della società.

Il percorso del progetto procede e il prossimo appuntamento è il “SEEP2010 – Sustainable Energy & Enviromental Protection”:http://seep2010.poliba.it/
, quarta conferenza internazionale che si terrà dal 29 giugno al 2 luglio presso il Politecnico di Bari, occasione in cui Geopolis Energie ed altri progetti vincitori di “Principi Attivi” parteciperanno con i propri paper esponendo i risultati conseguiti in campo di sostenibilità energetica e protezione dell’ambiente alla presenza di istituzioni, ricercatori e imprese che interverranno da tutto il mondo.