• Articolo , 11 luglio 2008
  • Riciclo e solidarietà dai vecchi cellulari

  • I nostri inseparabili compagni di vita sono diventati un vero e proprio rifiuto hi-tech. Chi si occupa del loro riciclo e chi di trasformarli, addirittura, in veicolo di solidarietà

Chi tra noi può affermare di non avere un vecchio cellulare dimenticato in un cassetto? Pochi, considerato che l’Italia è uno dei Paesi europei con la più alta concentrazione di telefoni cellulari. Basti pensare che la maggior parte dei cittadini italiani possiede almeno due apparecchi di telefonia mobile. Ma se volessimo disfarci dei nostri telefoni “obsoleti”, come dovremmo comportarci? La questione del riciclo dei rifiuti hi-tech, è argomento ancora poco chiaro. In molti si chiedono dove “buttare” il proprio cellulare, senza rischiare di inquinare. La risposta più immediata a tale problema è data dalla classificazione dei cellulari come “rifiuti speciali” e quindi l’affidamento del proprio apparecchio dismesso ad aziende che si occupano proprio del riciclo delle apparecchiature tecnologiche. Questo è dovuto alla Direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che prevede un rafforzamento della responsabilità dei singoli produttori delle apparecchiature, i quali, oltre ad organizzare e finanziare il recupero, la raccolta e il riciclo dei rifiuti hi-tech dovranno anche provvedere alla progettazione secondo principi di eco-design e prevenzione. Alcune aziende hanno sviluppato progetti tesi a sensibilizzare gli utenti alla corretta gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici e alla riduzione dei danni che possono derivare da un improprio smaltimento di tali rifiuti. Già a partire dal 2000, Vodafone Italia, ha istituito il progetto “raccolta telefoni, batterie e accessori” che ha coinvolto tutta la rete di vendita con 800 negozi Vodafone One, 130 centri assistenza indipendenti, le sedi Vodafone, grandi aziende clienti, che garantisce ai propri clienti lo smaltimento corretto dei telefoni in disuso. Inoltre, l’azienda ha voluto proporre anche il “Recycling Tour”, in collaborazione con Legambiente, che ha visto coinvolti, nell’edizione di quest’anno, i cittadini di Aosta, Parma, Genova, Bergamo, Catania, Lecce, Caserta, Perugia e Ancona. Durante il tour sono stati raccolti 6.000 telefoni. L’azienda si è occupata di raccogliere e rigenerare gli apparecchi, distribuendo gratuitamente a tutti coloro che avessero riciclato il proprio cellulare, lampadine a risparmio energetico. Il ricavato dell’operazione è stato investito nel finanziamento della realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole d’Italia, al motto di “Il tuo telefonino ha ancora tanta energia”. In effetti, non tutti sanno quanto il riciclo di tali apparecchi possa aiutare l’ambiente; basti pensare che il leader finlandese della telefonia mobile, Nokia, ha commissionato una ricerca che ha dimostrato come, su un campione di 6.500 persone consultate in vari Paesi, tra i quali l’Italia, il 44% degli intervistati ha dichiarato di tenere i vecchi cellulari in casa. La Nokia sostiene che se ognuno dei tre miliardi di persone in possesso di un telefono cellulare ne destinasse al riciclo almeno uno, si potrebbero recuperare circa 240 mila tonnellate di materie prime e ridurre l’immissione in atmosfera di gas che alimentano l’effetto serra.
E se poi riciclare il proprio telefonino divenisse un’occasione per fare solidarietà? Grazie all’iniziativa promossa da COOPI – Cooperazione Internazionale in collaborazione con ECOSOL, azienda leader nel riciclo di rifiuti tecnologici, è possibile. Il progetto dal titolo “Valorizza il tuo cellulare, sostieni COOPI” consiste nella possibilità di inviare gratuitamente il proprio cellulare inutilizzato in una busta fornita dall’organizzazione che si occuperà, attraverso il supporto di ECOSOL, di riciclare l’apparecchio e utilizzare il ricavato in aiuti concreti per le popolazioni del Sud del Mondo garantendo loro l’accesso all’acqua potabile, favorendo la gestione delle risorse idriche e dei sistemi di purificazione, intervenendo in contesti urbani degradati, costruendo strade, reti fognarie e discariche. Altre iniziative importanti sono state promosse dalle singole Regioni, come è stato fatto in Veneto, dove diverse cooperative sociali locali nel 2007 hanno promosso la campagna “Telefono Casa”. Attraverso la raccolta dei cellulari, si sono raggiunti nobili obiettivi: raccogliere fondi per iniziative benefiche, preservare l’ambiente dall’inquinamento attraverso lo smaltimento controllato delle componenti inquinanti e promuovere le cooperative sociali del territorio. Gli utili della raccolta andranno al Fondo per l’emergenza abitativa, che è uno strumento che consente di intervenire nelle situazioni più delicate e di emergenza, garantendo un letto a chi è in condizioni di grave disagio.
E per gli appassionati di tecnologia e ambiente il problema è risolto: basta acquistare il cellulare biodegradabile. Ci ha pensato il designer olandese Gert-Jan van Breugel, che ha progettato Bamboo, il telefonino che, al termine del proprio ciclo di utilizzo, può essere buttato nel compost. L’involucro è fabbricato in bioplastica, derivata da materie prime rinnovabili come il mais, e in bambù. Una volta buttato, Bamboo riserva una piacevole sorpresa: dopo poche settimane l’involucro si disintegrerà e i semi di bambù contenuti al suo interno inizieranno a germogliare. Più ecocompatibile di così, davvero non si può!

Link
“http://www.myfuture.vodafone.it”:http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=2
“http://www.brainscape.eu/coopi/”:http://www.brainscape.eu/coopi/
“http://www.telefonocasa.org/”:http://www.telefonocasa.org/