• Articolo , 22 febbraio 2010
  • Rifiuti: avviare controlli in tutti gli Ato della Sicilia

  • Da tempo Confindustria Sicilia sollecita la riforma del settore del ciclo integrato dei rifiuti in Sicilia. C’è bisogno di introdurre criteri di efficienza, competitività, trasparenza e rispetto delle regole e del mercato in una gestione che ha solo creato debiti, clientele, sovrapposizioni fra controllori e controllati, danni all’ambiente e maggiori costi alla collettività in termini […]

Da tempo Confindustria Sicilia sollecita la riforma del settore del ciclo integrato dei rifiuti in Sicilia. C’è bisogno di introdurre criteri di efficienza, competitività, trasparenza e rispetto delle regole e del mercato in una gestione che ha solo creato debiti, clientele, sovrapposizioni fra controllori e controllati, danni all’ambiente e maggiori costi alla collettività in termini di tariffe.

Confindustria Sicilia auspica che l’atteggiamento di fermezza e di rigore assunto recentemente dall’assessore Pier Carmelo Russo sia prontamente esteso con una celere azione di controllo sulla gestione di tutti gli Ato rifiuti della Sicilia, dove con estrema rigidità vanno esaminate le procedure di affidamento dei servizi.

Confindustria Sicilia ha più volte segnalato che in questo settore il frequente ricorso all’affidamento “in house” oppure senza gara ha consentito di eludere il confronto con il mercato e con la concorrenza. Tutto ciò indubbiamente merita un controllo istituzionale al massimo livello: è evidente che in questi servizi i costi sono lievitati e che ciò ha contribuito agli enormi deficit prodotti.

Oltre ad eseguire i controlli, bisogna accelerare il processo di riforma legislativa del settore, non dimenticando che sono stati i Comuni, sia nel modello precedente che in quello attuale, ad assumere quelle decisioni in tema di assunzioni, di gestione, di consulenze e di affidamento di servizi che puntualmente hanno portato la gestione dei rifiuti al collasso.
Confindustria Sicilia, condividendo alcune delle prime aperture contenute nel disegno di legge approvato dalla commissione Ambiente dell’Ars, esorta il governo a compiere con coraggio una scelta di campo: sottrarre alla mediazione di quella minore parte che pratica politiche clientelari il controllo sulle decisioni e sulla gestione, e affidare al mercato, come avviene in tutte le aree dove il servizio funziona, il compito di scegliere chi al prezzo più basso, e magari procurando anche profitti e vantaggi alla collettività, è in grado di mettere a disposizione tecnologie, innovazione, competenza e rispetto dell’ambiente.