• Articolo , 6 giugno 2011
  • Rifiuti elettrici, buona la raccolta in Liguria

  • Ottimi i risultati conseguiti dalla Liguria nella raccolta differenziata di rifiuti elettrici ed elettronici. Più di quattro chili per abitante, una media tra le più alte in Italia, e copertura più che sufficiente per quanto riguarda i centri di raccolta, aumentati nel 2010 da 52 a 63: il novanta per cento della popolazione trova un’isola […]

Ottimi i risultati conseguiti dalla Liguria nella raccolta differenziata di rifiuti elettrici ed elettronici. Più di quattro chili per abitante, una media tra le più alte in Italia, e copertura più che sufficiente per quanto riguarda i centri di raccolta, aumentati nel 2010 da 52 a 63: il novanta per cento della popolazione trova un’isola ecologica attrezzata per la raccolta di questi rifiuti pericolosi a livello comunale o comprensoriale. Il totale del differenziato sfiora i sette milioni di chilogrammi. Nelle province di Genova e Savona si sono raggiunti i risultati più significativi: raddoppio del quantitativo raccolto rispetto all’anno precedente.

La competenza per la raccolta dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) spetta ai comuni, che hanno operato molto bene negli ultimi anni aggiudicandosi i premi di efficienza definiti dalle convenzioni nazionali fra Anci e Centro di coordinamento Raee, per un totale di 242.232 euro.

“Qualche merito va anche alla Regione – sottolinea l’assessore all’ambiente Renata Briano – per aver contribuito a superare alcuni aspetti problematici del conferimento dei rifiuti attraverso una circolare esplicativa che è stata poi presa a modello anche da altre regioni. Una semplificazione necessaria dettata dall’esperienza: negli anni passati il problema era stato rilevante sia per gli enti locali sia per i cittadini. Speriamo di proseguire su questa strada e di arrivare a valori prossimi al cento per cento nella raccolta differenziata di questi materiali, potenzialmente molto pericolosi per l’ambiente e per la salute umana”.

Paradossalmente rifiuti piccoli come le lampadine possono essere più pericolosi di un frigorifero: il rifiuto ingombrante entra più facilmente nel circuito della raccolta, mentre lampadine e batterie presuppongono maggiore organizzazione, consapevolezza, un ruolo attivo di cittadini e imprese che dipende non soltanto dalla disponibilità dei punti di raccolta ma anche dall’informazione e dalla sensibilità ambientale. Un esempio: il mercurio e il tungsteno contenuti nei filamenti delle lampadine sono molto pericolosi per la salute umana (sono tra i maggiori responsabili di malformazioni del feto) ma vengono dispersi molto facilmente.