• Articolo , 27 maggio 2011
  • Riflessioni nucleari

  • L’incidente alle centrali di Fukushima ha gettato il discredito sulle ottimistiche previsioni di sicurezza dichiarate da molte autorità accademiche e ufficiali nucleari. Altro che probabilità di un incidente LOCA, con perdita del liquido di raffreddamento e fusione degli elementi di combustibile, ogni milione di anni-reattore! In realtà finora si sono già verificati ben tre incidenti […]

L’incidente alle centrali di Fukushima ha gettato il discredito sulle ottimistiche previsioni di sicurezza dichiarate da molte autorità accademiche e ufficiali nucleari. Altro che probabilità di un incidente LOCA, con perdita del liquido di raffreddamento e fusione degli elementi di combustibile, ogni milione di anni-reattore! In realtà finora si sono già verificati ben tre incidenti LOCA dopo gli attuali 14.000 anni-reattore, in media uno ogni 4.500 anni-reattore. Il che significa che con 450 reattori nucleari attualmente in funzione nel mondo un altro incidente LOCA potrebbe verificarsi entro una diecina di anni. Comunque, se si verificasse un incidente con perdita dell’acqua di raffreddamento, anche se gli elementi radioattivi liberati fossero trattenuti all’interno della centrale, una centrale sarebbe perduta, con tutto quello che è costata.

In Italia l’opinione pubblica è rapidamente passata al dubbio o all’ostilità verso le centrali nucleari, rivelatesi tutt’altro che “sicure”. Dal governo, di giorno in giorno, sono venite dichiarazioni contraddittorie: le centrali previste sono “sicurissime”, non ripeteremo l’errore del 1987 (la chiusura dei programmi nucleari); poi, subito dopo, occorre un ripensamento, anzi occorre una pausa di riflessione, anzi occorre una moratoria di un anno (di che cosa ?), anzi abroghiamo una parte delle norme che consentono al governo di costruire centrali nucleari, con la recente conversione in legge del decreto leggo cosiddetto “omnibus”, abrogazione anzi formulata in modo da poter impedire il referendum del 12-13 giugno 2011, ma con la chiara intenzione di riavviare subito il programma nucleare.

A questa commedia si può porre fine una volta per tutte votando “SI” al referendum del 12 giugno 2011 che chiede l’abrogazione definitiva delle norme che hanno finora messo in moto quest’ultima fase dell’avventura nucleare italiana.

Che cosa potrebbe fare un governo a cui stesse a cuore la salute e l’economia degli Italiani ? Per prima cosa dovrebbe predisporre un piano energetico nazionale capace di indicare di quanta energia il paese ha bisogno, come è possibile modificare processi produttivi e merci e comportamenti in modo da consumare meno energia, a quali fonti energetiche è possibile e necessario ricorrere, considerando che il Sole e il vento e le innovazioni tecnologiche, messi correttamente al servizio delle popolazioni, fanno aumentare benessere e occupazione senza incidenti e senza scorie.