• Articolo , 5 marzo 2009
  • Rimini Fiera taglia le emissioni in atmosfera

  • Il quartiere fieristico di Rimini migliora rendimento, costi e sostenibilità ambientale della sua centrale termica, con una nuova caldaia a condensazione da 380 KW la cui realizzazione è frutto di un lavoro di squadra di aziende del territorio. Recuperando il calore contenuto nel vapore acqueo dell’aria calda dei fumi, l’impianto produce energia calorica e ricava […]

Il quartiere fieristico di Rimini migliora rendimento, costi e sostenibilità ambientale della sua centrale termica, con una nuova caldaia a condensazione da 380 KW la cui realizzazione è frutto di un lavoro di squadra di aziende del territorio. Recuperando il calore contenuto nel vapore acqueo dell’aria calda dei fumi, l’impianto produce energia calorica e ricava acqua ed energia. Abbattendo del 90% le emissioni in atmosfera rispetto alla vecchia caldaia con bruciatore ad aria soffiata. Un altro tassello nel percorso di responsabilità ambientale che Rimi Fiera ha intrapreso nel tempo, fatto di certificazioni ambientali e accorgimenti di edilizia “sostenibile”, risparmio di energia elettrica e impiego di fonti rinnovabili. E suggellato dall’organizzazione di Ecomondo, la tradizionale rassegna internazionale dedicata allo sviluppo sostenibile.
“Continuiamo ad investire in tecnologie innovative – ha sottolineato il direttore tecnico di Rimini Fiera Nazario Pedini – in un’ottica di efficienza e di risparmio energetico, sia nel rispetto dell’ambiente, sia nell’attuazione di una politica aziendale volta alla massima attenzione ai costi. Voglio evidenziare che la realizzazione del nuovo impianto e stata resa possibile anche grazie alla professionalità e all’intervento di aziende del nostro territorio facenti parte del C.A.R. il Consorzio Artigiani Romagnolo: la Polycalor che si è occupata degli impianti termici, la Sabba&Boschetti, responsabile degli impianti idraulici, e la Serc che ha operato su quelli elettrici”.
“Le caldaie a condensazione – spiega l’energy manager di Rimini Fiera, Mirco De Silvestri – costituiscono una tecnologia ecologicamente avanzata che consente un considerevole risparmio di combustibile attraverso il riutilizzo delle sostanze di scarto (i fumi) in uscita dai generatori. Il suo meccanismo recupera parte del calore che nei tradizionali impianti viene disperso nei gas di scarico sotto forma di vapore acqueo. Condensazione significa infatti sfruttare il calore contenuto nel vapore acqueo dell’aria calda dei fumi per trasformarlo in energia calorica e ricavandone acqua ed energia. Questa nuova caldaia risparmierà alla città di Rimini il 90% delle emissioni di ossido d’azoto rispetto alla precedente”.
Per essere la casa che ospita ogni anno Ecomondo (oltre a RI3, Key Energy, Cooperambiente, Energyes e prossimamente Mondo Natura), Rimini Fiera fa corrispondere coerentemente progettualità e azioni concrete con una serie di interventi a sostegno dell’ambiente. Dotato della certificazione ambientale UNI EN ISO 14001:2004 che ne attesta il basso impatto ambientale (e premiato con il riconoscimento internazionale Elca, “Edilizia e Verde” di Norimberga), Rimini Fiera adotta legno proveniente da aree dove è costante il rimboschimento e privilegia illuminazione in larga parte naturale con i lucernai a soffitto, fa largo uso della tecnologia led nelle aree di ingresso e si è dotata di un impianto fotovoltaico di 400 mq che taglia ogni anno di quasi 40 tonnellate di CO2 l’impatto della hall centrale. Ampi gli spazi verdi (160mila mq) con più di 1500 piante e 30mila mq di tappeti erbosi, mentre il condizionamento del quartiere è ottenuto con uno speciale impianto che produce freddo di notte e restituisce aria fresca di giorno, rudicendo della metà l’impiego di energia elettrica. Niente sprechi d’acqua, poi: gli impianti di irrigazione utilizzano solo acque di falde superficiali, e le fontane sono tutte a ricircolo.