• Articolo , 3 giugno 2009
  • Rinnovabili: con il target UE 2,8 mln di posti di lavoro

  • Energia pulita antidoto alla disoccupazione? Non ha dubbi la Commissione Europea che presentando l’Employ RES Report dichiara: per le rinnovabili i benefici ambientali vanno di pari passo con quelli economici

(Rinnovabili.it) – Quali sono i benefici della direttiva “20-20-20” dell’Unione Europea? Indubbiamente un consistente taglio delle emissioni climalteranti, tale da portare il vecchio continente davanti a tutti gli altri Paesi in termini di impegni di riduzione presi. Ma c’è anche un vantaggio da non sottovalutare, soprattutto in fase come quella odierna dove la crisi economica ha ribaltato tutte le precedenti certezze. Raggiungere al 2020 gli obiettivi predisposti nel campo delle rinnovabili, secondo la Commissione Europea dovrebbe portare a circa 2,8 milioni di posti di lavoro e di generare un valore aggiunto pari all’1,1% del Prodotto interno lordo europeo. Questa è perlomeno la conclusione dell’ultimo “studio”:http://ec.europa.eu/energy/renewables/studies/doc/renewables/2009_employ_res_report.pdfrealizzato dall’esecutivo UE sull’impatto della politica energetica sulla crescita economica e l’occupazione all’interno dei 27. Il documento riporta che, anche al netto delle perdite prevedibili in altri settori più tradizionali, si otterrebbero effetti positivi pari a 410 mila nuove occupazioni aggiuntive e un giro d’affari pari allo 0,24% del Pil europeo.
Il rapporto, disponibile su internet da ieri, riporta come già nel 2005 il settore delle energie rinnovabili abbia dato lavoro a 1,4 milioni di persone generando un fatturato di 58 miliardi di euro a livello comunitario, con ovvie differenze tra i vari Stati membri. E non sorprende sapere che a dominare il campo, in tal senso, siano perlopiù la biomassa, l’eolico e l’idroelettrico.
Secondo i dati riportati i maggiori benefici si registreranno a partire dalle nazioni che hanno aderito all’UE nel 2004 e nel 2007, forieri della nuova ondata di “green jobs”. “Ciò dimostra che i benefici delle rinnovabili, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti e lotta al cambio climatico, vanno di pari passo con i benefici economici”, ha dichiarato il Commissario per l’Energia, Andris Piebalgs. Ciò che viene richiesto dalla Commissione, affinché lo scenario previsto non incontri ostacoli, sono politiche nazionali più forti atte a cogliere i massimi benefici economici ottenibili dalle rinnovabili. “Altre tecnologie innovative, quali il fotovoltaico, l’eolico offshore, il solare termico e l’energia elettrica dai biocarburanti di seconda generazione richiedono un maggiore sostegno finanziario a breve termine, ma sono proprio la chiave per raggiungere l’obiettivo UE del 2020, che a sua volta, contribuirà a mantenere l’attuale posizione competitiva nel mercato globale e aumentando occupazione e PIL nel medio termine”.