• Articolo , 21 marzo 2011
  • Rinnovabili: dal Tavolo del MISE un’apertura che non convince tutti

  • Soddisfatti i partecipanti al confronto voluto dal Governo, ma sul tavolo manca ancora una soluzione che dia certezza al settore assicurando gli investimenti in corso

(Rinnovabili.it) – Il Tavolo di confronto indetto lo scorso venerdì dal Ministro Paolo Romani si è chiuso in un clima di moderata soddisfazione da parte dei partecipanti. All’ordine del giorno vi era la necessità di discutere, con i rappresentanti di Confindustria, ABI, le associazioni dei consumatori e gli operatori del settore, le norme attuative del decreto, inclusi i nuovi incentivi che verranno applicati al fotovoltaico a *partire dal 31 maggio 2011*.
Una riunione fondamentale per il futuro della filiera green italiana, che, al meno in parte, sembra aver aperto la strada ad una possibile collaborazione con coloro che hanno presenziato al Tavolo. Se da un lato è forse scontata la soddisfazione del Governo – per il ministro Prestigiacomo si è imboccata “una strada virtuosa” – meno lo era quella della voce industriale, soprattutto a margine delle pessime previsioni che attendono il comparto produttivo. Ma per Confindustria “ANIE/GIF”:Ihttp://www.gifi-fv.it/ i passi avanti si sono compiuti. L’associazione è convinta infatti che “lavorando ancora si possa arrivare a breve ad *una soluzione condivisa* che risolverà il problema del regime transitorio per dare certezza anche agli investimenti in corso” e in grado di disegnare un sistema incentivante “che leghi il valore delle tariffe al volume delle installazioni garantendo allo stesso tempo il contenimento dei costi e lo sviluppo del settore”. ANIE/GIFI ha per l’occasione presentato la posizione espressa dall’Assemblea dei soci sintetizzabile in tre punti fondamentali:
* la garanzia dei diritti acquisiti;
* l’eliminazione del limite annuale di potenza incentivabile previsto dal Dlgs;
* la previsione di un sistema incentivante virtuoso che assicuri stabilità e dia certezze al settore del fotovoltaico, proponendo il modello tedesco.

Le scadenze prossime saranno ora i vari tavoli tecnici che approfondiranno le specifiche tematiche con l’obiettivo di produrre un provvedimento che, spiega il ministro Prestigiacomo, assicuri “certezza, equilibrio, equità e futuro alle rinnovabili italiane”. Il conto alla rovescia è definitivamente partito (si parla di una decina di giorni) e il ministro Romani rassicura: “E’ intenzione del Governo procedere molto velocemente a dare certezze definitive al settore del fotovoltaico. Ci sono giustamente esigenze di certezze dei prossimi anni, non dei prossimi mesi, e quindi è giusto che il Governo dia risposte definitive”. “Sicuramente – ha proseguito Romani – bisogna fare un confronto con gli incentivi che vengono applicati negli altri paesi europei, con la riduzione dei costi delle tecnologie del fotovoltaico, per renderli compatibili con quelle che sono le ragionevoli possibilità di cittadini ed imprese. Questo è il tentativo, non è un tentativo facile, oggi sono in campo tutti gli interessi del settore e quindi come in tante altre occasioni gli interessi sono divergenti. Penso però che il sistema paese possa essere nelle condizioni di trovare la soluzione migliore”.

Ma a quanti hanno commento l’incontro della scorsa settimana come un’apertura da parte del Governo, c’è chi risponde caustico “Siamo in una situazione simile a quella del nucleare: *una finta marcia indietro,* per ragioni di convenienza, dopo l’alzata di scudi del settore delle rinnovabili e della pubblica opinione contro il decreto ammazza rinnovabili”, ha dichiarato Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, commentando le notizie post-riunione. “Ora il governo, appoggiato da Confindustria, parla genericamente di ‘cali graduali’, ‘meccanismi di transizione’. In realtà non c’è un numero che ci dica quali e quanti saranno i tagli”.
Fa sentire la propria voce insoddisfatta anche Rete Imprese Italia per la quale il decreto approvato lo scorso 3 marzo scorso ha provocato finora solo “confusione e incertezza” tra gli imprenditori mettendo a rischio la sopravvivenza delle 85mila imprese del settore. Il governo ci ripensi e ristabilisca regole per dare certezza agli investimenti delle imprese e garanzie all’occupazione”. In tale contesto, il presidente Ivan Malavasi, in rappresentanza di Rete Imprese, nel corso dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto “la rapida approvazione del nuovo decreto che incentiva il fotovoltaico, senza attendere la scadenza del 30 aprile, e una clausola di transizione che permetta di mantenere fino al 31 maggio 2012 le condizioni previste dalla normativa precedente”. Malavasi ha avanzato *quattro proposte*, necessarie a ristabilire la sicurezza tra gli imprenditori che contemplano accanto alla’ immediata emanazione di una clausola di transizione che consenta di dare certezza agli investimenti in corso alla definizione di nuovi obiettivi di potenza elettrica verde, la tutela i piccoli impianti di produzione “a tetto” delle famiglie e delle micro e piccole imprese artigianali, commerciali, turistiche e dei servizi. A ci si associa la richiesta di razionalizzare e riformulare le voci che nella bolletta elettrica sono destinate al finanziamento della gestione degli impianti. “Si tratta delle risorse destinate al CIP 6 e delle altre voci di spesa non necessarie, inclusa la rimodulazione della parte fiscale, che oggi grava soprattutto sulle piccole imprese. Tutte queste risorse devono essere destinate al finanziamento di nuovi obiettivi di produzione da fotovoltaico, senza gravare ulteriormente sui costi sostenuti dalle famiglie e dalle piccole imprese”.