• Articolo , 22 aprile 2011
  • Rinnovabili: dalle associazioni di settore le proposte salva fotovoltaico

  • Aper, Assosolare e Asso Energie Future hanno inviato alle Regioni le proposte di emendamenti al D.M. di attuazione dell’art.25, comma 10, del decreto rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Approfittando della nuova pausa ottenuta dalla bozza del 4° Conto Energia anche Aper, Assosolare e Asso Energie Future che dopo la lettera congiunta per chiedere assieme a GIFI e RIVES alla Conferenza Stato-Regioni un significativo riesame dello decreto in questione, le tre associazioni tornano oggi con una proposta dettagliata di emendamenti al D.M. di attuazione. I punti critici rimangono gli stessi a partire dall’assenza di qualsiasi meccanismo di tutela dei diritti acquisiti all’introduzione di limiti annui rigidi per il regime transitorio 2011-12 e all’assegnazione della tariffa incentivante in base all’entrata in esercizio degli impianti e non in base alla fine lavori certificata con conseguenti incertezza e ritardi legati ai tempi di connessione. Punti fortemente discussi a cui si aggiunge anche la forte contrarietà nei confronti dell’entità dei tagli- ritenuti troppo eccessivi – un meccanismo di riduzione delle tariffe dal 2013 troppo complesso.

Le controproposte delle tre associazioni apportano diverse modifiche e aprono alla possibilità di un modello dinamico senza cap rigidi. Soprattutto si interviene sulla definizione di piccoli impianti che nel parere di Aper e colleghe diviene: “sono impianti realizzati su edifici che hanno una potenza *non superiore a 1MW*, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW e tutti gli impianti superiori a 200 kW purché in autoproduzione”.
Si suggerisce inoltre di aggiungere all’articolo 13 la frase “Le serre fotovoltaiche che rispettano le normative vigenti in materia di attività florovivaistica e ortofrutticola sono equiparate agli edifici” e si chiede di lasciare per tutti gli anni “il meccanismo del feed in premium (conto energia più vendita energia elettrica) e non introdurre quindi quello della tariffa omnicomprensiva”.