• Articolo , 27 giugno 2008
  • Rinnovabili e nucleare, competizione o contributo integrato?

  • Si è concluso il dibattito promosso da ISES Italia sulle scelte energetiche più opportune nel Paese ed al quale hanno preso parte esponenti di imprese o di associazioni di imprese, impegnate nello sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e da nucleare

Fonti energetiche rinnovabili e ritorno all’atomo: siamo di fronte ad una scelta unidirezionale o a due opzioni che possono integrarsi contribuendo insieme agli obiettivi energetici italiani? Di questo si è discusso durante il workshop “Rinnovabili e nucleare: due percorsi paralleli”, organizzato da ISES Italia, sezione dell’International solar energy society, nelle sale di Palazzo Ferrajoli a Roma. Ad aprire i lavori la relazione introduttiva del vice presidente di ISES Italia Giovanni Battista Zorzoli in cui sono stati approfonditi gli aspetti tecnologici, finanziari, autorizzativi degli impianti nucleari di terza generazione. Zorzoli ha anche sottolineato come sia necessario che il nucleare oltre ad ottenere il consenso della popolazione, sia capace di reggersi in piedi senza alcun contributo da parte dello Stato. Tuttavia, l’analisi da lui stesso definita ottimistica, non lascia speranze di avere 1 kWh prodotto da nuove centrali nucleari, anche se si vincessero le fortissime resistenze delle popolazioni, prima di 13-14 anni, ossia non in tempo per gli obiettivi del 2020. Dal dibattito, che ha privilegiato un approccio tecnico-scientifico all’aspetto politico e sociale, sono emerse posizioni diverse come quella di Maurizio Cumo, docente dell’Università La Sapienza di Roma, secondo cui “l’interazione tra rinnovabili e nucleare può contribuire a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale. C’è sì il problema dell’istruttoria, troppo lunga, così come quello dell’accettazione sociale da parte della popolazione. Ma se riusciamo a mantenere bassi i costi, credo che rinnovabili e nucleare possano interagire”. A trarre le conclusioni il presidente di ISES Italia Vincenzo Naso: “Il dibattito ha dimostrato come, al momento, nessuna grande impresa sia disposta a ficcarsi nell’affare del nucleare in assenza di condizioni adatte all’investimento” e che pertanto ”a breve termine conviene puntare su rinnovabili e risparmio energetico”.