• Articolo , 1 agosto 2008
  • Rinnovabili e Paesaggi

  • Largo alla diffusione dell’eolico e del fotovoltaico sul territorio nazionale, ma sono indispensabili pianificazione e rispetto delle valenze ambiental

I moduli fotovoltaici, che assieme alle pale eoliche rappresentano i più promettenti sostituti all’uso suicida dei carburanti fossili, sollevano anch’essi dei problemi per quanto riguarda la loro collocazione nel territorio e nel paesaggio.
Già alcuni rilievi sono stati sollevati dalle autorità preposte alla tutela sulla copertura con tali strutture di tetti antichi situati nei centri storici. Così come avviene per le antenne paraboliche, che in alcune regioni sono state obbligate a tingersi di colori neutri e a disporsi su falde non esposte sulle antiche vie, anche le celle fotovoltaiche dovrebbero seguire alcuni semplici norme.
Intanto però sulla spinta di notevoli contributi pubblici, interessati installatori battono le campagna per offrire lauti guadagni agli agricoltori disposti a far occupare i loro terreni da tali strutture.
Una tendenza che andrebbe attentamente monitorata per evitare offese a prati e pendici facenti parte di quel mirabile mosaico di colture e natura che nobilita gran parte del nostro territorio.
L’Italia presenta una densità non riscontrabile altrove, di impianti industriali, capannoni, magazzini, molti di essi ancora in uso ma una gran quantità in abbandono, su cui un’attenta pianificazione potrebbe consentire la dislocazione di ettari quadrati di moduli fotovoltaici.
In più non si possono trascurare le innumerevoli aree strappate all’agricoltura e alla natura costituite da immensi e spesso vuoti parcheggi (che avrebbero tutti i vantaggi dall’ombreggiatura portata dai moduli), da spazi aeroportuali, dalle coperture di stadi e terreni di gioco.
Infine, perché non pensare a coprire le autostrade con pergolati di moduli fotovoltaici? Si otterrebbero così alcuni vantaggi non trascurabili: la difesa del traffico da eventi meteorologici avversi, come nevicate, gelate, grandinate e, in più, collegando in serie i pannelli, si eviterebbe la necessità di elettrodotti e tralicci .
L’importante, in questa e in altre iniziative che coinvolgono il paesaggio, predisporre pianificazioni che, consentendo la realizzazione di impianti di energia alternativa, non attentino al suo insostituibile patrimonio. *Fulco Pratesi*