• Articolo , 8 giugno 2011
  • Rinnovabili, edilizia sostenibile e risparmio energetico nel piano provinciale

  • Riduzione del 18 per cento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, incremento delle fonti rinnovabili per arrivare a produrre almeno un chilowatt di energia elettrica per ogni cittadino da impianti fotovoltaici, un maggiore risparmio e una maggiore efficienza energetica. Sono questi gli obiettivi stabiliti dal Piano energetico della Provincia di Modena presentato mercoledì […]

Riduzione del 18 per cento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, incremento delle fonti rinnovabili per arrivare a produrre almeno un chilowatt di energia elettrica per ogni cittadino da impianti fotovoltaici, un maggiore risparmio e una maggiore efficienza energetica. Sono questi gli obiettivi stabiliti dal Piano energetico della Provincia di Modena presentato mercoledì 8 maggio in occasione del Consiglio provinciale straordinario che si è svolto a Vignola per la Giornata mondiale dell’ambiente.

«Il Piano – ha sottolineato l’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Vaccari illustrando il documento – intende stimolare nuovi criteri e avviare azioni concrete per raggiungere una migliore efficienza del sistema Modena attraverso un modo nuovo di costruire, di muoversi e di produrre. Serve, innanzitutto, un cambiamento culturale in tutti i settori per garantire un futuro più pulito, meno impattante con imprese più competitive anche dal punto di vista dei costi energetici».

Il Piano provinciale, scaturito dal confronto nei mesi scorsi tra tutti i soggetti interessati, dal mondo delle imprese alle associazioni, contiene anche un’analisi dei consumi civili, industriali e per i trasporti, dei fabbisogni e della produzione di energia sul territorio provinciale.

Poi sono individuati i settori di intervento: energia e territorio, mobilità sostenibile, cultura dell’energia e formazione e trasferimento tecnologico per arrivare alle proposte ed azioni da mettere in campo: accordi con i Comuni per una pianificazione urbanistica più sostenibile, sviluppo delle fonti rinnovabili e individuazione di aree “sensibili” per governare lo sviluppo dei relativi impianti, l’incremento della certificazione degli edifici pubblici e privati per migliorare le prestazioni, lo sviluppo della mobilità collettiva tramite la sottoscrizione di accordi con imprese o gruppi di interesse per la creazione di nuovi servizi, la creazione di un servizio di mobility management per le aree produttive, nuove forme di trasporto per le imprese sul corto raggio, lo sviluppo di tecnologie innovative per il risparmio energetico.

Previsti anche l’avvio di uno sportello di orientamento con le associazioni dei consumatori per assistere e orientare i cittadini su tutte le opportunità in campo energetico, uno sportello informativo sulle agroenergie, una campagna di comunicazione sulla certificazione degli edifici, un accordo con Acer sull’efficienza del patrimonio residenziale pubblico, corsi di formazione rivolti a operatori privati e nuovi percorsi di educazione all’energia sostenibile nelle scuole.

Con la realizzazione di queste azioni previste nel Piano il sistema Modena risparmierà nei prossimi anni quasi 500 mila tep con una riduzione di un milione e 300 mila tonnellate di anidride carbonica, cioè meno 18 per cento rispetto al 1990.

In linea, quindi, con quanto indicato dall’Unione europea con la strategia del denominato del 20- 20-20 cioè una riduzione del 20 per cento dei gas serra, una maggiore efficienza energetica del 20 per cento e l’aumento delle fonti rinnovabili del 20 per cento entro il 2020, come peraltro già recepito nel modenese con il Patto dei sindaci che si sono impegnati a perseguire questi obiettivi.