• Articolo , 7 aprile 2011
  • Rinnovabili: il made in Italy fatturerà oltre 100 miliardi al 2020

  • Cremona (GSE): “Occorre mantenere un tessuto industriale di aziende operanti nel settore delle rinnovabili, una vera e propria filiera che crei occupazione, investimenti sul territorio e redditività”

(Rinnovabili.it) – Continua ad essere una filiera dalle mille promesse quella delle fonti rinnovabili italiane. Dal palco della seconda Conferenza del diritto dell’Energia 2001, Emilio Cremona, presidente del GSE, ha spiegato cosa aspetta alle eco-energie ‘made in Italy’ per i prossimi anni e quali nodi debbano essere necessariamente sciolti per non fermare l’ottimo trend fino ad oggi dimostrato dal settore. “Lo sviluppo e la crescita esponenziale della produzione da fonti rinnovabili a cui stiamo assistendo nel nostro Paese, – ha dichiarato in apertura dell’evento Cremona – impone un adeguamento delle infrastrutture di rete per garantire un’efficienza sempre maggiore del sistema”. A sostenere il comparto, come sottolinea il presidente del Gse, non potranno però essere solo gli investimenti sulle reti elettriche; un ruolo fondamentale nella vicenda è assegnato alla capacita del sistema paese di mantenere un vero e proprio network, “un tessuto industriale di aziende operanti nel settore delle rinnovabili, una vera e propria filiera che crei occupazione, investimenti sul territorio e redditività”. Spesso – continua Cremona – guardiamo alla Germania con ammirazione. Dobbiamo quindi saper trarre spunto da quella realtà dove la rete e la filiera delle rinnovabili è consolidata in maniera importante”.
In questo contesto appaiono rosee le previsione del Gestore: “Si presume che l’industria delle tecnologie per l’energie rinnovabili raggiungerà un giro d’affari di oltre 100 miliardi di euro nei prossimi 10 anni per effetto della domanda nazionale e internazionale”.