• Articolo , 7 dicembre 2010
  • Rinnovabili: l’Unione Africana e Irena lavoreranno insieme

  • Ibrahim Elham, commissario per le infrastrutture e l’energia dell’Unione Africana e Hugo Lucas di IRENA si sono incontrati oggi per discutere le modalità di collaborazione

(Rinnovabili.it) – La parola d’ordine è rinnovabili. Saranno infatti le energie alternative a scrivere un nuovo capitolo nella storia dei rapporti internazionali. La Commissione dell’Unione Africana (AUC) e l’International Renewable Energy Agency (IRENA) sono pronte a lavorare insieme in una collaborazione tutta dedicata alle fonti verdi. A discutere delle modalità di questa nuova partnership Ibrahim Elham, commissario per le infrastrutture e l’energia dell’AUC, e Hugo Lucas, direttore della sezione Programmi di IRENA.
“In Africa, solo un terzo della popolazione ha accesso all’elettricità”, ha ricordato Ibrahim Elham, che con la sua divisione sta ora tentando di ampliare la quota fino a raggiungere il 50% entro il 2020. “il che significherebbe – spiega – fornire energia elettrica a circa 250 milioni di africani”. “In Africa, abbiamo esperienza e know-how, ma IRENA ha l’appoggio di 149 Stati membri e copre il mondo intero; per questo è un partner prezioso per noi”, ha concluso il commissario. Il potenziale delle energie rinnovabili nel continente africano è immenso ma solo una piccola frazione viene attualmente utilizzata: il 7% con l’idroelettrico e un 1% geotermico. “Lavorare con la Commissione dell’Unione Africana aiuterà ad armonizzare la raccolta dei dati in tutto il continente e ad accelerare programmi di capacity building, tra gli altri possibili campi di cooperazione”, ha affermato Lucas. Uno dei prossimi obiettivi annunciati dall’Unione Africana attraverso il dipartimento dell’Energia è quello di sfruttare la capacità geotermica contenuta nell’area East African Rift System. Le stime riportano che la zona abbia un potenziale per generare oltre 15 GW elettrici e in questo contesto il Dipartimento dell’AUC sta attivando una serie d’iniziative che comprendono workshop informativi e un “Piano d’azione” per accelerare lo sviluppo delle risorse energetiche del sottosuolo.