• Articolo , 8 luglio 2009
  • Rinnovabili: le osservazioni di Assosolare sulle Linee Guida

  • Espresso apprezzamento per la volontà di attuare l’articolo 12 del d.lgs 387/03 ma con l’invito a rivedere i criteri per l’individuazione delle aree non idonee e perplessità anche sull’autorizzazione unica

(Rinnovabili.it) – E’ trascorso parecchio tempo da quando il provvedimento riportante le Linee guida per le rinnovabili avrebbe dovuto essere emanato ad oggi, ma l’attesa per l’attuazione dell’articolo 12 del D.Lgs. 387/03 potrebbe essere quanto mai vicina alla conclusione e dunque anche la complessità e le contraddizioni del sistema regolatorio e dell’attuale assetto istituzionale.
Il testo della bozza è sottoposto nei giorni passati alle Associazioni di settore che tuttavia non sembrano particolarmente soddisfatte. Per Assosolare, in particolare le linee guida contengono elementi di vero interesse per lo sviluppo di impianti solari in aree già degradate da attività antropiche, le cosiddette brownfield, tuttavia segnala che “tra i criteri per l’individuazione di aree non idonee vi sono disposizioni fortemente limitative dello sfruttamento della fonte solare”. L’invito espresso è quello di una revisione dei criteri attraverso l’inserimento di correttivi, come la definizione di percentuali minime di territorio garantite per la costruzione di tali impianti, anche alla luce dell’imminente entrata in vigore del burden sharing.
“Infine – recita la nota stampa dell’Associazione – un’osservazione di carattere generale è quella relativa all’art 3) ovvero al limite dei 20 KW per la DIA; ci pare limitativo escludere l’autorizzazione unica unicamente con il criterio delle dimensioni dell’impianto posto che per altre FER tale limite è altresì superiore. L’esempio per tutti è un impianto su tetti industriali che, anche se di dimensioni significative per area occupata e potenza, non dovrebbe essere soggetto ad autorizzazione (attività di edilizia libera) se rientra nelle categorie di cui all’art. 11 c.3 del DLgs 115/08. Perché non pensare ad una griglia, che sulla falsariga del conto energia, definisca per tipo e per taglia quali impianti fotovoltaici possano essere esclusi dall’autorizzazione unica?”

Le perplessità nei confronti del testo arrivano anche da Anev(Associazione Nazionale Energia del Vento) secondo cui il raggiungimento dell’obiettivo che tale provvedimento si prefigge, vale a dire la semplificazione amministrativa dell’iter autorizzativo, dall’analisi della bozza non risulta raggiunta ma bensì aggravata. Per l’Anev le Linee Guida dimostrano sulla produzione di energia da fonte eolica “un approccio ideologico e discriminatorio” e “chiaramente contrastante con il dettato Comunitario e nazionale”; per tale motivo l’associazione nella “lettera”:http://www.anev.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=112266&mode=thread&order=0&thold=0 inviata al Ministero dello Sviluppo Economico elenca punto per punto tutte le criticità riscontrate e le possibili modifiche.