• Articolo , 27 marzo 2009
  • Rinnovabili: piccoli Comuni, laboratori d’innovazione

  • Si è parlato di buone pratiche e delle alleanze possibili per lo sviluppo delle eco-energie tra cittadini, enti locali e imprese oggi a Roma nell’incontro ‘Piccoli comuni, grandi obiettivi’, organizzato da Legambiente ed Enel Green Power

I grandi esempi in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica arrivano dalle piccole realtà, lo hanno dimostrano i dati del rapporto Comuni Rinnovabili 2009 di Legambiente che lo ha ribadito anche oggi, a Roma, in un incontro organizzato con Enel Green Power per fare il punto sugli ultimi progressi del fotovoltaico, della geotermia e dell’eolico nel territorio dei piccoli Comuni. Negli ultimi anni il maggior impulso al settore delle tecnologie sostenibili è arrivato proprio da quella percentuale dei comuni italiani (72%) con meno di 5.000 abitanti e grazie alla quale sta affermandosi un nuovo modello di generazione distribuita.

“Oggi i territori hanno in mano delle opportunità straordinarie per realizzare politiche energetiche sostenibili che progressivamente portino a liberare città e regioni dalla dipendenza delle fonti fossili – ha aggiunto Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente -. Ma per farlo hanno bisogno che Regioni e governi fissino la cornice entro cui questi interventi possano diventare realtà. In modo da scegliere il più adatto mix di diffusione delle fonti rinnovabili nei diversi ambiti per realizzare gli obiettivi dell’Unione europea per contrastare il mutamento climatico. Per rendere possibile un’accelerazione degli interventi occorre immaginare anche un nuovo ruolo delle politiche pubbliche, che fissino gli obiettivi e il quadro delle regole, che vigilino sui risultati e garantiscano gli investimenti fondamentali nelle reti e nella ricerca”.

Gli fa eco Francesco Starace, Presidente di Enel Green Power che parla anche di un esempio di modello sostenibile al quale puntare. Ma per perseguire un’energia a zero emissioni, spiega Starace, è necessario insieme con l’evitare speculazioni, abbattere i costi dell’energia rinnovabile così come si è fatto per computer e cellulari. “Le risorse disponibili, – spiega – i costi tecnologici, le politiche di incentivazione, la semplificazione degli iter autorizzativi, la vivacità dell’industria collegata e anche lo stimolo proveniente dal consumatore-cittadino nel desiderare un mix energetico più sostenibile, sono i maggiori volani dell’energia “pulita” che è una delle principali leve per ridurre nel mondo i rischi di mutamento climatico e aumentare anche nel nostro Paese la sicurezza ambientale e degli approvvigionamenti”.
Mette invece in guardia dalla burocrazia che ancora affligge il settore Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, secondo cui preferire le energie alternative rappresentano “una scelta di fondo oltre che un modo efficace per affrontare la crisi”, ma occorre una semplificazione che dia più respiro alle imprese.