• Articolo , 20 novembre 2009
  • Rinnovabili sott’accusa? Aper vuole chiarezza

  • Dopo il polverone alzato nelle ultime settimane l’Associazione parte al contr’attacco per difendere la categoria dei produttori di energia dalle fonti alternative

“Facciamo chiarezza”. Questo preme a Roberto Longo, presidente di APER(Asoociazione Produttori Fonti Rinnovabili) che dopo i recenti sviluppi che hanno visto i produttori di rinnovabili in un ciclone mediatico, in un comunicato stampa rilasciato oggi parla a nome della categoria per chiedere rispetto e più dignità al settore.
“La cronaca degli ultimi giorni ha visto produttori di energia da fonti rinnovabili al centro di un’importante vicenda giudiziaria. Una nota trasmissione televisiva ha inoltre accusato i produttori eolici di sperpero di denaro pubblico per costruire impianti che, una volta realizzati, non funzionano”.
Lo scandalo degli impianti eolici emerso dall’operazione ““Via col vento””:http://www.rinnovabili.it/eolico-false-certificazioni-tra-sicilia-e-campania-800486 della Guardia di Finanza, ha portato al sequestro di sette parchi eolici e, indirettamente, polemiche diffuse non solo sul caso in questione.
“Questi prosegue Longo – gli ultimi atti di un’azione mediatica che ultimamente, invece di sostenere lo sviluppo virtuoso delle fonti rinnovabili tende a criminalizzarne la crescita con insinuazioni e notizie molto spesso false sui reali impatti ambientali ed economici del settore”.
E per risottolineare una dignità mai persa dal settore, il Presidente Aper ricorda innanzitutto che: “oggi il sistema di incentivazione delle FER in Italia si basa sul premiare la quantità di energia effettivamente prodotta dall’impianto. In altre parole, senza la produzione di energia non c’è incentivo da riscuotere. Non basta quindi costruire l’impianto per rientrare dell’investimento, è fondamentale che funzioni e che produca!”

“La vicenda giudiziaria, poi, riguarda la concessione dei finanziamenti pubblici relativi alla legge 488 per lo sviluppo industriale del meridione. Non ha pertanto nulla a che vedere, nello specifico, con lo sviluppo del settore delle rinnovabili e dell’eolico in particolare, né è attinente alla concessione delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione degli impianti e, per quanto riguarda le accuse mosse a Oreste Vigorito – prosegue Longo – ci auguriamo che tutto si chiarisca al più presto e gli esprimiamo la nostra solidarietà umana”.

“E’ necessario che le istituzioni escano finalmente allo scoperto facendo chiarezza sulla cattiva informazione per ristabilire in maniera referenziata una comunicazione chiara e non fuorviante da cui emergano i vantaggi ambientali ed economici della crescita delle rinnovabili – conclude Longo – che sono alla base della volontà, condivisa a livello europeo, di promuoverne lo sviluppo”.