• Articolo , 9 aprile 2010
  • Rinnovabili termiche, un’opportunità di sviluppo sostenibile

  • La Tavola rotonda “Usi termici delle energie rinnovabili” è stata occasione d’incontro fra i rappresentanti governativi e delle principali realtà coinvolte nella produzione di energia da queste fonti, per analizzarne le potenzialità in termini di risparmio e di sviluppo

(Rinnovabili.it) – L’Unione Europea ha aperto la strada con la direttiva “20-20-20”, l’Enea l’ha riconfermato con il suo recente Dossier: le rinnovabili termiche possiedono un potenziale nei confronti degli obiettivi energetici da raggiungere entro il 2020 ancora tutte da sviluppare. E non solo questo. Solare termico, geotermia, biomasse hanno un valore non trascurabile anche nell’ottica di uno sviluppo economico orientato alla sostenibilità, come ha sottolineato la tavola rotonda “Usi termici delle energie rinnovabili”, organizzata a Milano a cura del Cisert (Comitato Italiano Sviluppo Energie Rinnovabili Termiche) con il Governo e le associazioni di categoria.
Sì, perché un maggiore utilizzo delle FER termiche comporterebbe oneri d’incentivazione e costi di investimento del 60-80% inferiori a quelli che si avrebbero applicando il Position Paper 2007 del Governo italiano legato ad un sistema produttivo ‘elettrocentrico’.
In concreto, con gli attuali incentivi la spesa è di 140 miliardi di euro per produrre 58 miliardi di KWh all’anno, mentre con le FER termiche si spenderebbero 120 miliardi a fronte di una produzione di 175 mld di KWh/anno.
Nell’ambito del solare termico però, ha spiegato Stefano Casandrini di Assotermica, l’Italia è in forte ritardo: per colmare il gap che la separa dall’obiettivo del 17%, il Bel paese dovrebbe raggiungere un rapporto di 1:6 tra il numero di impianti solari termici e quello delle abitazioni entro il 2020.
Gli ha fatto eco Arrigo Burello, vicepresidente Assolterm e presidente Cisert, annunciando fra l’altro il progetto d’installazione di 3 milioni di impianti per acqua calda sanitaria nei prossimi dieci anni: “estendendo l’uso di questi sistemi ad altrettanti nuclei familiari si produrrebbero come effetti immediati un risparmio sulla bolletta (500 euro in media in una famiglia di 3-4 persone), l’abbattimento delle emissioni di CO2 prodotte dalle caldaie ed un potenziale occupazionale di oltre 27.000 nuovi posti di lavoro”.
Il dossier ENEA, punto di partenza della tavola rotonda, evidenzia tra i fattori positivi associate allo sviluppo delle FER termiche questioni fondamentali come il risvolto occupazionale: la filiera in questione infatti è per la quasi totalità ‘made in Italy’ e non dipende dunque dall’importazione estera.